Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)

Calendario Dei Santi:
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Papa Francesco dal Balcone il 13 Marzo 2013 Preghiamo insieme, nel nome del Signore morto e risorto, e per intercessione di Maria Santissima, perché il Mistero pasquale possa operare profondamente in noi e in questo nostro tempo, perché l’odio lasci il posto all’amore, la menzogna alla verità, la vendetta al perdono, la tristezza alla gioia. Piazza San Pietro - Lunedì dell'Angelo, 1-4-13

Padre Nostro
che sei nei Cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno e sia fatta la tua volontà come in Cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con Te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte.

Gloria al Padre, al Figlio ed allo Spirito Santo, come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen

Papa Francesco - PREGHIERA DELLE CINQUE DITA


Catechesi di Papa Francesco Testo Integrale e Video I Sette Doni dello Spirito Santo:

Sapienza - Intelletto - Consiglio - Fortezza - Scienza - Pietà - Timore di Dio




Accorciamo le distanze - Venerdì, 26 giugno 2015

Avvicinarsi alle persone emarginate, accorciare le distanze fino a toccarle senza aver paura di sporcarsi: ecco la «vicinanza cristiana» che ci ha mostrato concretamente Gesù liberando il lebbroso dall’impurità della malattia e anche dall’esclusione sociale. A ogni cristiano, e alla Chiesa intera, il Papa ha chiesto di avere questo atteggiamento di «vicinanza» durante la messa di venerdì mattina, 26 giugno, nella cappella della Casa Santa Marta. La prossima celebrazione è prevista per martedì 1° settembre.

«Quanto Gesù scese dal monte, molta folla lo seguì»: Francesco ha iniziato l’omelia ripetendo proprio le prime parole del Vangelo di Matteo (8, 1-4) proposto dalla liturgia. E tutta quella gente, ha spiegato, «aveva ascoltato le sue catechesi: erano stupiti perché parlava loro “con autorità”, non come i dottori della legge» che erano abituati a sentire. «Erano stupiti» precisa il Vangelo.

E, dunque, proprio «questa gente» si mise a seguire Gesù senza stancarsi di ascoltarlo. Tanto che, ha ricordato il Papa, quelle persone «sono rimaste tutta la giornata e, alla fine, gli apostoli» si resero conto che avevano sicuramente fame. Ma «sentire Gesù per loro era gioia». E così «quando Gesù finì di parlare, scese dal monte e la gente lo seguiva» radunandosi «intorno a lui». Questa gente, ha ricordato, «andava per le strade, per i cammini, con Gesù».

Però «c’era altra gente che non lo seguiva: lo guardava da lontano, con curiosità», chiedendosi: «Ma chi è questo?». Del resto, ha spiegato Francesco, «non avevano sentito le catechesi che stupivano tanto». E così c’era «gente che guardava dal marciapiede» e «c’era altra gente che non poteva avvicinarsi: le era vietato dalla legge, perché erano “impuri”». Proprio fra loro c’era il lebbroso di cui parla Matteo nel vangelo.

«Questo lebbroso — ha fatto notare il Papa — sentì nel suo cuore la voglia di avvicinarsi a Gesù: si fece coraggio e si avvicinò». Ma «era un emarginato», e dunque «non poteva farlo». Però «aveva fede in quell’uomo, si fece coraggioso e si avvicinò», rivolgendogli «semplicemente la sua preghiera: “Signore, se vuoi, puoi purificarmi”». Disse così «perché era “impuro”». Infatti «la lebbra era una condanna a vita». E «guarire un lebbroso era tanto difficile come resuscitare un morto: per questo li emarginavano, erano tutti lì, non potevano mischiarsi con la gente».

C’erano, però, ha proseguito Francesco, «anche gli auto-emarginati, i dottori della legge che guardavano sempre con quella voglia di mettere alla prova Gesù per farlo scivolare e poi condannarlo». Invece il lebbroso sapeva di essere «impuro, malato, e si avvicinò». E «Gesù, cosa ha fatto?» si è chiesto il Papa. Non è rimasto fermo, senza toccarlo, ma si è avvicinato ancora di più e gli ha teso lo mano guarendolo.

«Vicinanza», ha spiegato il Pontefice, è una «parola tanto importante: non si può fare comunità senza vicinanza; non si può fare pace senza vicinanza; non si può fare il bene senza avvicinarsi». In realtà Gesù avrebbe potuto dirgli: «Sii guarito!». Invece gli si è avvicinato e lo ha toccato. «Di più: nel momento in cui Gesù toccò l’impuro, divenne impuro». E «questo è il mistero di Gesù: prende su di sé le nostre sporcizie, le nostre cose impure».

È una realtà, ha proseguito il Papa, che san Paolo dice bene quando scrive: «Essendo uguale a Dio, non stimò un bene irrinunciabile questa divinità; annientò se stesso». E, poi, Paolo va oltre affermando che «si fece peccato»: Gesù si è fatto peccato, Gesù si è escluso, ha preso su di sé l’impurità per avvicinarsi all’uomo. Quindi «non stimò un bene irrinunciabile essere uguale a Dio», ma «si annientò, si avvicinò, si fece peccato, si fece impuro».

«Tante volte penso — ha confidato Francesco — che sia non dico impossibile, ma molto difficile fare del bene senza sporcarsi le mani». E «Gesù si sporcò» con la sua «vicinanza». Ma poi, racconta Matteo, andò anche oltre, dicendo all’uomo liberato dalla malattia: «Vai dai sacerdoti e fa’ quello che si deve fare quando un lebbroso viene guarito».

Insomma, «quello che era escluso dalla vita sociale, Gesù include: include nella Chiesa, include nella società». Gli raccomanda: «Vai, perché tutte le cose siano come devono essere». Dunque «Gesù non emargina mai alcuno, mai!». Di più, Gesù «emargina sé stesso per includere gli emarginati, per includere noi, peccatori, emarginati, con la sua vita». Ed è «bello questo», ha commentato il Pontefice.

«Quanta gente seguì Gesù in quel momento e segue Gesù nella storia perché è stupita di come parla» ha fatto notare Francesco. E «quanta gente guarda da lontano e non capisce, non le interessa; quanta gente guarda da lontano ma con cuore cattivo, per mettere Gesù alla prova, per criticarlo, per condannarlo». E, ancora, «quanta gente guarda da lontano perché non ha il coraggio che ha avuto» quel lebbroso, «ma ha tanta voglia di avvicinarsi». E «in quel caso Gesù ha teso la mano, prima; non come in questo caso, ma nel suo essere ci ha teso la mano a tutti, facendosi uno di noi, come noi: peccatore come noi ma senza peccato; ma peccatore, sporco dei nostri peccati». E «questa è la vicinanza cristiana».

«Bella parola, quella della vicinanza, per ognuno di noi» ha proseguito il Papa. Suggerendo di domandarci: «Ma io so avvicinarmi? Io ho forza, ho coraggio di toccare gli emarginati?». E «anche per la Chiesa, le parrocchie, le comunità, i consacrati, i vescovi, i preti, tutti», è bene rispondere a questa domanda: «Ho il coraggio di avvicinarmi o sempre prendo distanza? Ho il coraggio di accorciare le distanze, come ha fatto Gesù?».

E «adesso sull’altare», ha sottolineato Francesco, Gesù «si avvicinerà a noi: accorcerà le distanze». Perciò «chiediamogli questa grazia: Signore, che io non abbia paura di avvicinarmi ai bisognosi, ai bisognosi che si vedono o a quelli che hanno le piaghe nascoste». È questa, ha concluso, «la grazia di avvicinarmi».

(da: L'Osservatore Romano, ed. quotidiana, Anno CLV, n.144, 27/06/2015)
Archivio Meditazioni del Santo Padre Santa Marta


Vangelo e Commento del mese di LUGLIO 2015
PAGINA ARCHIVIO

Mercoledì 1 luglio 2015
Vangelo secondo Matteo (8, 28-34)
Salterio: prima settimana


Giovedì 2 luglio 2015
Vangelo secondo Matteo (9, 1-8)


Venerdì 3 luglio 2015
Vangelo secondo Giovanni (20, 24-29)
San Tommaso


Sabato 4 luglio 2015
Vangelo secondo Matteo (9, 14-17)


Domenica 5 luglio 2015
Vangelo secondo Marco (6, 1-6)
Salterio: seconda settimana


Lunedì 6 luglio 2015
Vangelo secondo Matteo (9, 18-26)


Martedì 7 luglio 2015
Vangelo secondo Matteo (9, 32-38)


Mercoledì 8 luglio 2015
Vangelo secondo Matteo (10, 1-7)


Giovedì 9 luglio 2015
Vangelo secondo Matteo (10, 7-15)


Venerdì 10 luglio 2015
Vangelo secondo Matteo (10, 16-23)


Sabato 11 luglio 2015
Vangelo secondo Matteo (19, 27-29)
San Benedetto


Domenica 12 luglio 2015
Vangelo secondo Marco (6, 7-13)
Salterio: terza settimana


Lunedì 13 luglio 2015
Vangelo secondo Matteo (10, 34-11, 1)


Martedì 14 luglio 2015
Vangelo secondo Matteo (11, 20-24)


Mercoledì 15 luglio 2015
Vangelo secondo Matteo (11, 25-27)
San Bonaventura


Giovedì 16 luglio 2015
Vangelo secondo Matteo (11, 28-30)
Beata Vergine Maria del Monte Carmelo






Venerdì 17 luglio 2015
Vangelo secondo Matteo (12, 1-8)


Sabato 18 luglio 2015
Vangelo secondo Matteo (12, 14-21)


Domenica 19 luglio 2015
Vangelo secondo Marco (6, 30-34)
Salterio: quarta settimana


Lunedì 20 luglio 2015
Vangelo secondo Matteo (12, 38-42)


Martedì 21 luglio 2015
Vangelo secondo Matteo (12, 46-50)


Mercoledì 22 luglio 2015
Vangelo secondo Giovanni (20, 1.11-18)
Santa Maria Maddalena


Giovedì 23 luglio 2015
Vangelo secondo Giovanni (15, 1-8)
Santa Brigida


Venerdì 24 luglio 2015
Vangelo secondo Matteo (13, 18-23)


Sabato 25 luglio 2015
Vangelo secondo Matteo (20, 20-28)
San Giacomo


Domenica 26 luglio 2015
Vangelo secondo Giovanni (6, 1-15)
Santi Gioacchino ed Anna
Salterio: prima settimana


Lunedì 27 luglio 2015
Vangelo secondo Matteo (13, 31-35)


Martedì 28 luglio 2015
Vangelo secondo Matteo (13, 36-43)


Mercoledì 29 luglio 2015
Vangelo secondo Giovanni (11, 19-27)
Santa Marta


Giovedì 30 luglio 2015
Vangelo secondo Matteo (13, 47-53)


Venerdì 31 luglio 2015
Vangelo secondo Matteo (13, 54-58)
Sant'Ignazio di Loyola












I DIECI COMANDAMENTI Vivere nella libertà di Dio I DIECI COMANDAMENTI





Giganti Dello Spirito Archivio - Brani di Autori del 900
Inserimento del 4 Luglio 2015

Cercate Dio, trovatelo e fate di Lui una forza nella vostra vita.
Senza di Lui tutti i nostri sforzi si riducono in cenere e le nostre aurore
diventano le più oscure delle notti.
Senza di Lui, la vita è un dramma senza senso a cui mancano le scene
decisive.
Ma con Lui noi possiamo passare dalla fatica della disperazione alla serenità della speranza.
Con Lui noi possiamo passare dalla notte della disperazione all'alba della gioia.

(Martin Luther King)



La fede non si ottiene con il pensiero, ma con l’azione. Non sono le parole e la speculazione che ci insegnano ciò che Dio è, ma l’esperienza. Per lasciar entrare l’aria fresca, bisogna aprire la finestra; per essere abbronzati, bisogna esporsi al sole. Per acquisire la fede, è la stessa cosa; come dicono i santi Padri, non si arriva alla meta standosene comodamente seduti ad aspettare. Imitiamo il figliol prodigo: «Partì e si incamminò verso suo padre» (Lc 15,20). Qualunque sia il peso e il numero delle catene che ti irretiscono alla terra, non è mai troppo tardi. Non senza motivo sta scritto che Abramo aveva settantacinque anni quando partì; e che gli operai dell’undecima ora ricevettero lo stesso salario di quelli che avevano lavorato fin dal mattino. E neanche è mai troppo presto. L’incendio di una foresta non può venire spento troppo presto. Vorresti vedere l’anima tua devastata e bruciata? Al battesimo, hai ricevuto l’ordine di ingaggiare un combattimento invisibile contro i nemici della tua anima. Mettiti all’opera. è già tanto tempo che te ne stai a tentennare. Sprofondato nella noncuranza e nella pigrizia, hai sperperato un tempo prezioso. Non ti rimane che ricominciare da capo, perché hai miseramente lasciato appannarsi la limpidezza ricevuta nel battesimo.

Mettiti dunque fin d’ora al lavoro, senza indugio. Non rimandare la tua decisione a questa sera né a domani, né a più tardi, «quando avrò terminato quello che ora ho da fare». Un ritardo può essere fatale. No. Adesso, nell’istante in cui formuli la decisione, devi dimostrare con gli atti che hai preso congedo dal tuo vecchio «io» e che incominci una nuova vita, per conseguire una nuova meta e per nuovi cammini. Alzati, dunque, arditamente e di’: «Signore, concedimi di incominciare adesso! Aiutami».

Perché hai soprattutto bisogno dell’aiuto di Dio. Persevera nella tua decisione e non voltarti indietro. L’esempio della moglie di Lot ti serva di lezione: per aver guardato indietro fu cambiata in una colonna di sale (cf. Gen 19,26). Hai abbandonato l’uomo vecchio: non riprendere un tale straccio. Come Abramo, hai udito la voce del Signore dirti: «Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò» (Gen 12,1). È verso questo paese che devi ormai concentrare tutta la tua attenzione.
Entra: 26 Brevi e Semplici Capitoli - Iniziazione alla Vita Spirituale

Esicasmo - la preghiera del cuore o preghiera di Gesù. Signore Gesù Cristo Figlio di Dio abbi pietà di me peccatore (o peccatrice)

“Verrà un'epoca in cui i monaci giungeranno alla loro salvezza vivendo in mezzo alla gente” (Silvano del Monte Athos)


Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». (Mc 12, 28s)

Enzo Bianchi Priore di Bose
Enzo Bianchi Priore di Bose - LA PREGHIERA DI GESÙ

Dio “dona la preghiera a colui che prega”
- “Il Signore, vedendo il nostro desiderio e il nostro sforzo di pregare, ci dà il suo aiuto, secondo le parole dei santi: a chi prega con semplicità, Dio accorda il dono della preghiera del cuore”.
Filocalia Amore del Bello Piccola Filocalia - Amore del Bello
Entra alcuni testi di: San Giovanni Crisostomo, San Giovanni Cassiano, San Nilo Sinaita, Sant’Isacco di Ninive, San Massimo il Confessore, San Giovanni Climaco, San Simeone il Nuovo Teologo, San Niceforo il solitario, l’Italiano, San Gregorio Palamàs, San Massimo il brucia capanne , Callisto e Ignazio Xanthopuloi, Teofane il Recluso, San Serafim di Sarov, Vescovo Ignatij Brjancianinov, San Giovanni di Kronstadt , Silvano monaco athonita
Preghiera del Cuore; il Metodo del Pellegrino Russo Preghiera del Cuore; il Metodo del Pellegrino Russo

Il metodo del pellegrino russo, che si può seguire tappa dopo tappa nei Racconti, sebbene faccia spesso riferimento alla Filocalia non è del tutto uguale a quello insegnato da essa........
Risponde Il teologo - Fare posto alla preghiera nella vita quotidiana Risponde Il teologo - Fare posto alla preghiera nella vita quotidiana
Domanda: Spesso mi rendo conto di non essere molto bravo nella preghiera. La Chiesa ci propone tanti modi di pregare, dalla liturgia delle ore al rosario, dall’adorazione eucaristica alla lectio divina... Io però non ho ancora trovato il mio. Forse anche perché sono tutte forme di preghiera pensate per i preti e i religiosi, che possono mettere la preghiera al centro della loro giornata. Mi chiedo se c’è un modo di pregare che possa adattarsi alla vita dei laici, presi tra i mille impegni quotidiani (il lavoro, la famiglia, i servizi in parrocchia, il bisogno di svago e di riposo...) di: Roberto Vitale
La cella da cui nessuno è lontano La Cella da Cui Nessuno è Lontano
I contemplativi sono uomini e donne profetici, “sentinelle”, testimoni della speranza che verrà «il mattino». Sono persone che hanno messo Dio al centro della loro vita e che portano nel «loro cuore e nella loro preghiera» le gioie e le speranze, le difficoltà e sofferenze dell’umanità, «mostrandosi in ogni momento in profonda comunione con essa».......
LE VENTIQUATTRO ORAZIONI di San Nersete Armeno detto il Grazioso (Nerses Shnorhali) (1102-1173) Una per ogni ora del giorno LE VENTIQUATTRO ORAZIONI di San Nersete Armeno detto il Grazioso (Nerses Shnorhali) (1102-1173) Una per ogni ora del giorno Il poeta e ammiratore di Narsete, P. Alishan, che ha dedicato un voluminoso studio alla vita del santo, non esita a paragonare Narsete « il grazioso » con San Bernardo, suo contemporaneo, ed afferma non senza ragione, che nella Chiesa del XII sec. splendevano due luci, di cui una di Oriente, Narsete, e l'altra in Occidente, San Bernardo.
LA PREGHIERA DEL CUORE - cos'è e come si prega LA PREGHIERA DEL CUORE - cos'è e come si prega - Signore Gesù Cristo Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore o peccatrice Nella storia del cristianesimo si constata che, in numerose tradizioni, esisteva un insegnamento sull’importanza del corpo e delle posizioni corporee per la vita spirituale. Grandi santi ne hanno parlato, come Domenico,Teresa d’Avila, Ignazio di Loyola… Inoltre, fin dal IV secolo, incontriamo consigli a questo proposito nei monaci d’Egitto. Più tardi, gli ortodossi hanno proposto un insegnamento sull’attenzione al ritmo del cuore e sulla respirazione. Se ne è parlato soprattutto a proposito della «preghiera del cuore» (o la «preghiera di Gesù», che si rivolge a lui).
ESICASMO - Introduzione - La vocazione all'esichia - Fuge: esichia come solitudine - Tace: esichia come silenzio - Quiesce: rimani nella pace interiore - La Tradizione e i Padri ESICASMO - Introduzione - La vocazione all'esichia - Fuge: esichia come solitudine - Tace: esichia come silenzio - Quiesce: rimani nella pace interiore - La Tradizione e i Padri
ESICASMO LA PREGHIERA - Consigli spirituali dello Starez Ieronimos di Egina LA PREGHIERA - Consigli spirituali dello Starez Ieronimos di Egina
Gregorio il sinaita: Consigli GREGORIO IL SINAITA: Consigli
Tre sono le qualità della preghiera silenziosa: l'austerità, il silenzio, la non considerazione di se stessi, cioè l'umiltà; queste devono essere praticate con fedeltà; continuamente dobbiamo verificare se sono la nostra dimora, perchè dimenticandole non ci incamminiamo fuori di esse. L'una sostiene e custodisce l'altra, da esse nasce la preghiera e cresce in maniera perfetta.
Niceforo il solitario: Trattato della sobrietà e della custodia del cuore NICEFORO IL SOLITARIO: Trattato della sobrietà e della custodia del cuore
Quanti desiderate l'illuminazione miracolosa e divina del nostro Salvatore Gesù Cristo, quanti cercate di sperimentare il fuoco divino nel cuore, e vi sforzate di sentire la consolazione del perdono di Dio, e avete rinunciato ai beni del mondo per entrare in possesso del tesoro sepolto nel campo del cuore, e volete accendere gioiosamente le torce dell'anima, e, per questo, rinunciaste alle realtà presenti, e bramate conoscere e ricevere, con consapevole chiarezza, il regno di Dio presente nel vostro intimo, venite. Vi esporrò la scienza della eterna e celeste vita, il metodo.
LA VERA PREGHIERA - Anthony Bloom LA VERA PREGHIERA - Anthony Bloom
L'evangelo ci insegna che il regno di Dio si trova prima di tutto in noi. Se non siamo capaci di trovare dentro di noi il regno, se non riusciamo a incontrare Dio interiormente, nelle profondità stesse del nostro essere, le probabilità che abbiamo di incontrarlo al di fuori sono estremamente remote.
Pregare come respirare di P. Antonio Maria SICARI religioso, teologo e scrittore italiano. PREGARE COME RESPIRARE di P. Antonio Maria SICARI religioso, teologo e scrittore italiano.
S. Ignazio insegnava nei suoi Esercizi: "Bisogna chiudere gli occhi per guardare Gesù nel proprio cuore, e mormorare le parole del Pater, sulla misura del proprio respiro".
La preghiera continua e la preghiera di Gesù di: Matta El Meskin, (Matteo il Povero) LA PREGHIERA CONTINUA e la preghiera di Gesù di: Matta El Meskin, (Matteo il Povero)

Credi in Dio? Allora che Dio sia la base di tutti i tuoi comportamenti; con lui accogli tutto ciò che incontri nella vita, felicità o tristezza. Che la tua fede non cambi ogni giorno a seconda delle circostanze. Non lasciare che sia il successo ad aumentare la tua fede, né il fallimento, la perdita e la malattia a indebolirla o ad annientarla.
Vivere della stessa vita di Dio, in Cristo; partecipare al suo mistero, vivere il segreto di Dio che si rivela al nostro cuore. Vivere della Stessa Vita di Dio, in Cristo; partecipare al suo mistero, vivere il segreto di Dio che si rivela al nostro cuore. - Mi è stato chiesto di presentare in quattro parole chiave la vita spirituale. Ho scelto queste quattro parole in coppia: Segreto/Mistero, Lotta/Fatica, Relazione/Comunione, Umiltà/Letizia. Cercherò di declinarle, nel loro significato e nelladinamica che comportano per il nostro cuore, in quattro puntate. Di: p. ELIA CITTERIO - FRATELLI CONTEMPLATIVI DI GESU’ – 15060 CAPRIATA D’ORBA (AL) - Tratto dalla rivista “In caritate Christi”, delle Suore Elisabettine di Padova, anno 2010.
Regole Per Una Vita Devota (di Platone, arcivescovo di Kostroma) REGOLE Per Una Vita Devota (di Platone, arcivescovo di Kostroma) Inizia ogni mattino come se avessi appena deciso di diventare un cristiano e di vivere secondo i comandamenti di Dio. Andando a fare i tuoi doveri, sforzati di fare tutto alla gloria di Dio. Non iniziare nulla senza preghiera, perché tutto ciò che facciamo senza pregare alla fine si rivela futile o dannoso. Le parole del Signore sono vere: "Senza di me, non potete fare niente."


La Notizia Cattolica in Evidenza Inserimento del 4 Luglio 2015 Tratto da AVVENIRE
TESTIMONIANZE "Come la preghiera ha cambiato le nostre vite"
interventi all'incontro con il Papa del Rinnovamento nello Spirito (ieri)

Vittorio Aliquò diresse l’arresto del boss mafioso Riina
«Preghiera e adorazione le armi più forti contro il male»

Durante l’incontro con il Papa ha portato la sua testimonianza Vittorio Aliquò, palermitano, sposato, padre e nonno. Per 48 anni, dal 1961 al 2009, Aliquò ha prestato servizio in magistratura. Collega e amico di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ha lavorato in «stretto contatto con quel famoso "pool antimafia" che poi fu decimato». «Diressi io, dopo essermi preparato in preghiera con mia moglie – ha continuato – l’arresto del più temuto boss di mafia Totò Riina». Per oltre 20 anni, ha aggiunto, «ho dovuto vivere scortato», un’esperienza che cambia la vita di una famiglia, che costringe a recarsi alla Messa «ogni volta in una chiesa diversa, senza potere fare un cammino comunitario. «Ma la cosa che maggiormente mi addolorava – ha aggiunto Aliquò – era dover rinunciare agli incontri di preghiera del Rinnovamento nello Spirito, a cui appartengo con mia moglie Giovanna fin dal 1975, tra i primissimi in Sicilia insieme all’indimenticabile padre Matteo La Grua. Ho imparato che niente più della preghiera e dell’adorazione combattono il male». Nella testimonianza del magistrato poi il ricordo del sangue innocente versato dai martiri di oggi, i tanti «colleghi magistrati uccisi, gli uomini delle scorte e delle forze dell’ordine, i funzionari, i politici, gli imprenditori, i giornalisti, la maggior parte conosciuti personalmente, e non ultimo, il beato don Pino Puglisi. «Se oggi gran parte delle strutture di mafia sono state fortemente indebolite, lo dobbiamo al loro coraggio e sacrificio». A partire dalla beatitudine "Beati i perseguitati per causa della giustizia" infine il richiamo alla fede in «in Colui che ha il potere di cambiare il lutto in gioia» e il rigraziamento al Papa per il continuo esortare a «combattere il male e a difendere il bene, facendo del comandamento dell’amore e del perdono la nostra vera ragione di vita. Grazie perché con Lei si ritrova la gioia di vivere».

Ugo, 17 anni: Gesù ha ridato speranza alla mia vita
costellata di dolori e abbandoni sin dall’infanzia


Una vita costellata di dolori e abbandoni: la partenza della madre drogata, la crescita affidata alla nonna, l’abbandono del padre e il suicidio del nonno. «Mi sembravano tante condanne che si erano abbattute su di me – racconta Ugo Esposto, 17 anni di Senigallia –. Da quel momento, per l’enorme dolore, scese dentro e fuori di me il silenzio. Mi adattai alla situazione sviluppando una completa sfiducia nelle persone che mi stavano accanto». E da «bambino diffidente» crescendo è diventato «un ragazzo solo». «Mia nonna si era impegnata per farmi ricevere i Sacramenti, che per me, tuttavia, non avevano alcun significato. Trascorrevo alcune ore della giornata in parrocchia per avere un luogo dove stare; non avevo alcuna voglia di studiare. Del resto nessuno mi controllava o si interessava di me», Poi un giorno «sento pregare e cantare ad alta voce ragazzini come me. Erano tanti, membri di un Gruppo del Rinnovamento nello Spirito denominato "Giardinetto di Maria" composto da soli bambini e ragazzi e dalle loro famiglie». Fu il punto di svolta, anche se non immediato. «Mi chiedevo continuamente che cosa avessero mai da sorridere e da star felici tutto quel tempo. Passavano le settimane e più m’incuriosivo. Vengo trascinato in uno di questi incontri, grazie all’insistenza di un giovane vice parroco arrivato da poco. Rimasi colpito dalla loro spontaneità, da come riuscissero a parlare con Dio, e allo stesso tempo mi domandavo come fosse possibile questa preghiera di grandi e piccoli insieme. Per me era inconcepibile». Ma il cammino è proseguito e lo ha coinvolto. «Se Gesù ha ridato speranza alla mia vita – ha concluso Ugo –, allora può donarla a tutti i ragazzi come me! E così non smetto di evangelizzare, a scuola come negli ambienti in cui mi trovo»




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Libro III
INCOMINCIA IL LIBRO DELLA CONSOLAZIONE INTERIORE


Capitolo I
CRISTO PARLA INTERIORMENTE ALL'ANIMA FEDELE


"Darò ascolto a quello che stia per dire dentro di me il Signore" (Sal 84,9). Beata l'anima che ascolta il Signore che le parla dentro, e accoglie dalla sua bocca la parola di consolazione. Beate le orecchie che colgono la preziosa e discreta voce di Dio, e non tengono alcun conto dei discorsi di questo mondo. Veramente beate le orecchie che danno retta, non alla voce che risuona dal di fuori, ma alla verità, che ammaestra dal di dentro. Beati gli occhi, che, chiusi alle cose esteriori, sono attenti alle interiori. Beati coloro che sanno penetrare ciò che è interiore e si preoccupano di prepararsi sempre più, con sforzo quotidiano, a comprendere le cose arcane del cielo. Beati coloro che bramano di dedicarsi a Dio, sciogliendosi da ogni impaccio temporale.

Comprendi tutto ciò, anima mia, e chiudi la porta dei sensi, affinché tu possa udire quello che ti dice interiormente Iddio, tuo signore. Questo dice il tuo diletto: "Io sono la tua salvezza" (Sal 34,3), la tua pace, la tua vita; stai accanto a me e troverai la pace; lascia tutte le cose che passano, cerca le cose eterne. Che altro sono le cose corporali, se non illusioni? E a che gioveranno tutte le creature, se sarai abbandonata dal Creatore? Oh, anima mia, rinuncia a tutto e fatti cara e fedele al tuo Creatore, così da poter raggiungere la vera beatitudine.


Preghiamo Archivio preghiere per ogni occasione
Inserimento 4 Luglio 2015


Commuovi il mio cuore


Ti prego, o mio Salvatore,
liberami dall'inganno e dall'orgoglio.
Insegnami a vedere chi sono io e chi sei tu.
Commuovi il mio cuore,
affinché senta ciò che tu hai fatto.

Nell'ora, o Cristo Gesù,
in cui mutasti il nostro destino,
tu fosti completamente solo.
Nessuno accanto a te:
non comprensione, non amore.
Portasti da solo la nostra colpa
dinanzi alla giustizia di Dio.
Ma ora ci hai accolti
nella tua redenzione.
Ti supplico:
dammi di conoscerti
e di essere accanto
a te col mio amore.

ROMANO GUARDINI




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Gianfranco Ravasi è un cardinale, arcivescovo cattolico e biblista italiano, teologo, ebraista ed archeologo. Dal 2007 è presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa e presidente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.


LANTERNA - Archivio Riflessioni Eucaristiche
Archivio Riflessioni Eucaristiche

Luce Dei Miei Passi,
Guida Al Mio Cammino, È La Tua Parola

UN GESTO PROFETICO

L’Eucaristia conferisce un significato al mondo. Da parte di Cristo essa è un gesto profetico. Il gesto compiuto da Gesù la sera del giovedì santo, quando istituisce l’Eucaristia, impegna l’avvenire. Gesù ne è perfettamente cosciente. Il gesto infatti non è qualcosa di esteriore, ma l’espressione più piena della sua vita, che sarà sanzionato dal dono della vita stessa, sul calvario. Cristo offre totalmente se stesso. Questo gesto, anche se compiuto la sera della vita terrestre di Cristo, anche se iscritto e limitato nel tempo e per i discepoli, non si lascia chiudere in questo limitato orizzonte. Esso sfugge al dominio dell’uomo, per riferirsi direttamente a un Dio più grande del cuore dell’uomo.

Esso è il gesto del Verbo fatto carne, vero uomo e vero Dio: un Dio risoluto a rimanere con i suoi, presente fra di loro, in tutto lo spessore del carnale e del quotidiano, consapevole insieme che tutto ciò gli è impossibile materialmente. Egli infatti deve ritornare dal Padre: ma ciò è l’unico modo e l’unica possibilità per poter continuare ad essere presente non solamente a un popoio e ad un’epoca, ma a tutti i popoli di tutte le epoche.

Il gesto di Gesù è quello dell’amore che va fino alle estreme conseguenze. Un amore che ha bisogno di giungere alla massima espressione per non rimanere incompleto, ma anche un amore che non accetta di essere sottratto all’affetto dei suoi. È un gesto che si ripercuote sulla vita intera del singolo e dell’universo; un gesto che racchiude in sé tutta la storia per farla convergere, in qualche modo, in un punto dove si concentra la potenza della vita. Concentrazione di vita che non è un ricupero, bensì una fioritura, un erompere, in quanto di lì la vita si diffonde a tutto l’universo.


RAYMOND JOHANNY in L’Eucaristia cammino di risurrezione, Elledici 1976, pp. 97-98



La Riflessione di Oggi La Riflessione di Oggi - 4 Luglio 2015
Archivio Autori Antichi o Moderni

Convèrtiti nel tempo favorevole

Se vi è qualcuno schiavo del peccato, si disponga per mezzo della fede a rinascere libero nell’adozione filiale. E dopo aver abbandonato la pessima schiavitù dei peccati e aver conseguita la beata schiavitù del Signore, sia stimato meritevole di ottenere l’eredità del regno celeste. Per mezzo della conversione spogliatevi dell’uomo vecchio che si corrompe dietro i desideri ingannatori, per rivestire l’uomo nuovo che si rinnova conforme alla conoscenza di colui che lo ha creato. Acquistate attraverso la fede il pegno dello Spirito Santo, perché possiate essere accolti nelle dimore eterne. Accostatevi al mistico contrassegno, perché vi si possa distinguere bene fra tutti. Siate annoverati nel gregge di Cristo, santo e ben ordinato, così che posti un giorno alla sua destra possiate ottenere la vita preparata come vostra eredità.
Quelli infatti ai quali rimane ancora attaccata, come fosse una pelle, la ruvidezza dei peccati, prendono posto alla sinistra, per il fatto che non si sono accostati alla grazia di Dio, che viene concessa, per Cristo, nel lavacro di rigenerazione. Certamente non parlo della rigenerazione dei corpi, ma della rinnovata nascita dell’anima. I corpi infatti sono generati per mezzo dei genitori visibili, le anime invece vengono rigenerate attraverso la fede, e infatti: «Lo Spirito soffia dove vuole». Allora, se ne risulterai degno, potrai sentirti dire: «Bene, servo buono e fedele» (Mt 25, 23), sempre che tu sia trovato esente nella coscienza da ogni impurità e simulazione.
Se dunque qualcuno dei presenti pensa di tentare la grazia di Dio, si inganna da se stesso, e ignora il valore delle cose. Procurati, o uomo, un’anima sincera e priva di inganno, per colui che scruta mente e cuore.
Il tempo presente è tempo di conversione. Confessa ciò che hai commesso sia con la parola che con l’azione, sia di notte che di giorno. Convèrtiti nel tempo favorevole, e nel giorno della salvezza accogli il tesoro celeste.
Ripulisci la tua anfora, perché accolga la grazia in misura più abbondante; infatti la remissione dei peccati viene data a tutti egualmente, invece la partecipazione dello Spirito Santo viene concessa in proporzione della fede di ciascuno. Se hai lavorato poco, riceverai poco, se invece avrai fatto molto, molta sarà la mercede. Quanto fai, lo fai per il tuo bene. È nel tuo interesse considerare e fare ciò che ti conviene.
Se hai qualcosa contro qualcuno, perdona. Se ti accosti per ricevere il perdono dei peccati, è necessario che anche tu perdoni a chi ha peccato.

Dalle «Catechesi» di san Cirillo di Gerusalemme, vescovo
(Catech. I, 2-3. 5-6; PG 33, 371. 375-378)

Ogni Giorno Con I Padri della Chiesa Alcuni Brani: Padri della Chiesa

La medicina dell’umiltà


Qual rimedio sarebbe stato più appropriato a ridare salute ai malati, luce ai ciechi, vita ai morti, del fatto che le ferite della superbia fossero curate con la medicina dell’umiltà?

Adamo, trasgredendo i precetti di Dio, introdusse il dominio del peccato; Gesù, nato sotto la legge, ci ha restituito la libertà della giustizia; quello, ossequiente al diavolo fino alla trasgressione, ha meritato che tutti morissero in lui: Questi, « ubbidiente al Padre fino alla morte in croce » (Fil 2,8), ha fatto sì che in lui tutti ricevessero vita.


Quello, desideroso dell’onore degli angeli, perdette la dignità della sua natura, Questi, assumendo lo stato della nostra infermità, ripose fra i celesti coloro per i quali era disceso all’inferno.


Infine: a quello, caduto a causa dell’alterigia, fu detto: « Tu sei terra, e alla terra ritornerai » (Gn 3,19), a Questi, esaltato per la sottomissione, fu detto: « Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi » (Sal 109,1).



Leone Magno, Sermone 25,5


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In Dialogo il Teologo Risponde


È «valida» per un cattolico l’Eucaristia in una chiesa ortodossa?

Dopo l’incontro fraterno, nello scorso novembre, tra il Vescovo di Roma e il Patriarca di Costantinopoli è legittimo domandarsi: la Messa celebrata in una chiesa cattolica ha lo stesso significato di una celebrata in una chiesa ortodossa? Non dico «validità» perché comunque il valore di una Messa è sempre incommensurabile. Personalmente risponderei di sì perché mi sembra che mi sia stato suggerito: dove non c’è una chiesa cattolica vai in quella ortodossa. La differenza sta solo, oggi, nei riti che per gli ortodossi sono assai più complessi e anche lunghi. Ho sentito una ragazza romena meravigliarsi del breve tempo e semplicità della nostra celebrazione.
Lettera Firmata: Nereo Liverani

VAI SU:Risponde padre Valerio Mauro, docente di Teologia sacramentaria alla Facoltà teologica dell'Italia centrale.


Dvd Film Cartoni Animati Religiosi

Durata: 780 min.

Produzione ELLEDICI

Film Adatto per tutti sia in Famiglia che e in Parrocchia come Ausilio al Catechismo
In Principio Storie dalla Bibbia
Parole e Immagini dall'Antico Testamento

In tutto ventisei episodi dell'Antico Testamento in cartoni animati: 780 minuti che raccontano l'avvincente epopea del popolo di Dio con i suoi protagonisti principali.