Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)

Calendario Dei Santi:
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Papa Francesco dal Balcone il 13 Marzo 2013 Preghiamo insieme, nel nome del Signore morto e risorto, e per intercessione di Maria Santissima, perché il Mistero pasquale possa operare profondamente in noi e in questo nostro tempo, perché l’odio lasci il posto all’amore, la menzogna alla verità, la vendetta al perdono, la tristezza alla gioia. Piazza San Pietro - Lunedì dell'Angelo, 1-4-13

Padre Nostro che sei nei Cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno e sia fatta la tua volontà come in Cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con Te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte.

Gloria al Padre, al Figlio ed allo Spirito Santo, come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen


Archivio:Catechesi Video e Testo Integrale Udienze del Mercoledi'
Ultimo Inserimento: PAPA FRANCESCO UDIENZA GENERALE Piazza San Pietro Mercoledì, 8 Ottobre 2014 - La Chiesa - 8. I cristiani non cattolici


Papa Francesco PREGHIERA DELLE CINQUE DITA - Vai al testo e Video


Catechesi di Papa Francesco Testo Integrale e Video I Sette Doni dello Spirito Santo:

Sapienza - Intelletto - Consiglio - Fortezza - Scienza - Pietà - Timore di Dio






All'inizio del cielo - Venerdì, 17 ottobre 2014




Il cristiano non può permettersi di «essere tiepido»: ha un’identità precisa che è data dal sigillo dello Spirito Santo. Torna la riflessione sull’inizio della lettera agli Efesini e sui cristiani «scelti dal Signore prima della creazione del mondo» durante la messa celebrata da Papa Francesco questa mattina, venerdì 17 ottobre, nella cappella di Santa Marta. Tra i presenti anche Enzo Camerino, sopravvissuto alla Shoah, che già aveva incontrato il Pontefice il 16 ottobre 2013, nel settantesimo anniversario del rastrellamento del ghetto di Roma.

«Il Signore — ha detto il Pontefice all’omelia richiamando le parole di san Paolo — non solo ci ha scelti», ma anche «ci ha dato un’identità». E, ha spiegato, non abbiamo ricevuto in eredità semplicemente un nome, «ma un’identità, un modo di vivere, che non è soltanto un elenco di abitudini, è di più: è proprio un’identità». E come siamo stati “segnati” così profondamente? Lo scrive l’apostolo: «Avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo». La nostra identità, ha detto il vescovo di Roma, «è proprio questo sigillo, questa forza dello Spirito Santo, che tutti noi abbiamo ricevuto nel battesimo».

E giacché lo Spirito Santo che ci era stato promesso da Gesù, «ha sigillato il nostro cuore» e, di più, «cammina con noi» non solo ci dà l’identità, ma, anche, «è caparra della nostra eredità. Con lui il cielo incomincia». Ecco allora che il cristiano agisce nella vita terrena ma vive già nella prospettiva della «eternità». Ha ribadito Papa Francesco: «Noi abbiamo il cielo in mano con questo sigillo».

Ma la vita quotidiana è costellata di tentazioni, prima di tutto quella di «non rendersi conto di questa bellezza, che noi abbiamo ricevuto». Quando questo accade, lo Spirito, per usare un’espressione paolina, «si rattrista»: succede, ha sottolineato, «quando noi vogliamo, non dico cancellare l’identità, ma renderla opaca».

È il caso del «cristiano tiepido», quello che «va a messa la domenica, sì, ma nella sua vita l’identità non si vede», quello che pur essendo un cristiano, sostanzialmente «vive come un pagano». C’è poi un altro rischio, l’altro peccato «di cui Gesù parlava ai discepoli» quando li avvisava: «Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia». Succede, ha ricordato il Papa, che si «faccia finta di essere cristiani», che manchi la “trasparenza” dell’agire, che a parole si professi una cosa ma nei fatti si agisca diversamente. «E questo — ha aggiunto — è quello che facevano i dottori della legge», è il lievito dell’«ipocrisia» che rischia di crescere dentro di noi.

Rendere opaca la nostra identità e tradirla nei fatti sono «due peccati contro questo sigillo» che «è un bel dono di Dio, lo Spirito» ed è «caparra di quello che ci aspetta, che ci è stato promesso». Per questo possiamo dire che «abbiamo il cielo in mano».

Qual è, allora, si è chiesto il Pontefice «l’atteggiamento vero di un cristiano?». Lo impariamo dallo stesso Paolo: «Il frutto dello Spirito, quello che viene dalla nostra identità, è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé». È questa, ha concluso Papa Francesco, «la nostra strada verso il cielo».




(da: L'Osservatore Romano, ed. quotidiana, Anno CLIV, n.238, Sab. 18/10/2014)





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LA METANOIA COME CONDIZIONE DI BASE PER ACCEDERE A DIO Si è convertito! Conversione è una parola che noi cristiani pronunciamo con estrema facilità. Il termine greco metanoia vuol dire cambiamento del modo di pensare. Il termine latino, conversio, significa cambiamento di direzione. La metanoia viene prima della conversio. Se non si cambia mentalità difficilmente si cambia direzione: che significa il coraggio di scambiare le mille direzioni che imbrogliano la nostra vita con l’unica direzione che porta alla realizzazione piena della persona in Dio. LA METANOIA COME CONDIZIONE DI BASE PER ACCEDERE A DIO
Bernhard Haring (Böttingen, 10 novembre 1912 – Gars am Inn, 3 luglio 1998) è stato un teologo tedesco. Bernhard Häring è stato uno dei fondatori dell’Accademia Alfonsiana e viene considerato dai suoi successori il più grande teologo morale cattolico del XX secolo.

Un professore universitario ha fatto ai suoi studenti una domanda: - Tutto che c’è nel mondo è stato creato da Dio? Storia Vera Video e Testo:
Un professore universitario ha fatto ai suoi studenti una domanda: - Tutto che c’è nel mondo è stato creato da Dio?

I DIECI COMANDAMENTI Vivere nella libertà di Dio I DIECI COMANDAMENTI



NOVENA DELLE ROSE

NOVENA DELLE ROSE

“Questa novena, se recitata con fede, è una preghiera molto efficace
per ottenere una grazia importante”.




Santissima Trinità Padre, Figlio e Spirito Santo io Vi ringrazio per tutti i favori e le grazie di cui avete arricchito l'anima della Vostra serva Santa Teresa del Bambin Gesù del Volto Santo, Dottore della Chiesa, durante i suoi ventiquattro anni trascorsi su questa terra e, per i meriti di questa Vostra Santa Serva, concedetemi la grazia che ardentemente desidero: ... indicare la grazia richiesta .... se è conforme alla Vostra Santa Volontà e per il bene della mia anima.

Aiutate la mia fede e la mia speranza , o Santa Teresa del Bambin Gesù del Volto Santo; realizzate ancora una volta la Vostra promessa di passare il vostro Cielo a fare del bene sulla terra, permettendo che io riceva una rosa come segno della grazia che desidero ottenere.
Amen

Si recitano a seguito 24 "Gloria al Padre..." in ringraziamento a Dio per i doni concessi a Teresina nei 24 anni della sua vita terrena.


Ad ogni “Gloria”segue l’invocazione:
“Santa Teresa del Bambin Gesù del Volto Santo, prega per noi”.

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Inserimento del 20 Ottobre 2014

Dio è un padre che perdona.
La sua misericordia è più grande del nostro peccato. Lui ci perdonerà. Prendiamo la decisione di non tornare più a commetterlo. Dovunque c’è un’infinità di persone che hanno fame di Dio.
Pregando, saremo in grado di convertirci in amore e bontà di Dio per tutti coloro che entrano in contatto con noi.
In ragione di che?
Perché lui è lì, e questo ci permetterà di darlo agli altri. Gesù ha detto: «Per l’amore che vi dimostrerete l’un l’altro, la gente riconoscerà che siete miei discepoli». I martiri furono martiri a causa del profondo amore che provavano l’uno per l’altro. Anche noi abbiamo la stessa opportunità di essere quest’amore e questo esempio dell’amore vivo di Dio per i nostri cari. Per poterlo essere, ripeterò una volta di più che abbiamo bisogno di pregare. Dobbiamo pregare la Madonna. Nelle famiglie cattoliche abbiamo la bella abitudine di recitare il rosario uniti. Abbiamo bisogno di rimettere la Vergine nel seno delle nostre famiglie per pregare con lei. E, allo stesso modo in cui lei si occupò di Gesù, si occuperà anche dei vostri bambini, di voi e del bimbo non nato, come lo fece con il bimbo Gesù quando non era ancora nato. Lei andò senza indugio a portarlo agli altri. Affrettiamoci anche noi a dare Gesù a tutta la sua gente, attraverso la gioia che ci invade e la santità della nostra vita. Dobbiamo sforzarci di essere santi. Essere santi consiste nel lasciare che Dio viva la sua vita in noi e nel fare ciò che piace a lui. Essere santi consiste nell’avere un cuore puro. «Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio».

Teresa di Calcutta



La fede non si ottiene con il pensiero, ma con l’azione. Non sono le parole e la speculazione che ci insegnano ciò che Dio è, ma l’esperienza. Per lasciar entrare l’aria fresca, bisogna aprire la finestra; per essere abbronzati, bisogna esporsi al sole. Per acquisire la fede, è la stessa cosa; come dicono i santi Padri, non si arriva alla meta standosene comodamente seduti ad aspettare. Imitiamo il figliol prodigo: «Partì e si incamminò verso suo padre» (Lc 15,20). Qualunque sia il peso e il numero delle catene che ti irretiscono alla terra, non è mai troppo tardi. Non senza motivo sta scritto che Abramo aveva settantacinque anni quando partì; e che gli operai dell’undecima ora ricevettero lo stesso salario di quelli che avevano lavorato fin dal mattino. E neanche è mai troppo presto. L’incendio di una foresta non può venire spento troppo presto. Vorresti vedere l’anima tua devastata e bruciata? Al battesimo, hai ricevuto l’ordine di ingaggiare un combattimento invisibile contro i nemici della tua anima. Mettiti all’opera. è già tanto tempo che te ne stai a tentennare. Sprofondato nella noncuranza e nella pigrizia, hai sperperato un tempo prezioso. Non ti rimane che ricominciare da capo, perché hai miseramente lasciato appannarsi la limpidezza ricevuta nel battesimo.

Mettiti dunque fin d’ora al lavoro, senza indugio. Non rimandare la tua decisione a questa sera né a domani, né a più tardi, «quando avrò terminato quello che ora ho da fare». Un ritardo può essere fatale. No. Adesso, nell’istante in cui formuli la decisione, devi dimostrare con gli atti che hai preso congedo dal tuo vecchio «io» e che incominci una nuova vita, per conseguire una nuova meta e per nuovi cammini. Alzati, dunque, arditamente e di’: «Signore, concedimi di incominciare adesso! Aiutami».
Perché hai soprattutto bisogno dell’aiuto di Dio. Persevera nella tua decisione e non voltarti indietro. L’esempio della moglie di Lot ti serva di lezione: per aver guardato indietro fu cambiata in una colonna di sale (cf. Gen 19,26). Hai abbandonato l’uomo vecchio: non riprendere un tale straccio. Come Abramo, hai udito la voce del Signore dirti: «Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò» (Gen 12,1). È verso questo paese che devi ormai concentrare tutta la tua attenzione.
Entra: 26 Brevi e Semplici Capitoli - Iniziazione alla Vita Spirituale

Esicasmo - la preghiera del cuore o preghiera di Gesù. Signore Gesù Cristo Figlio di Dio abbi pietà di me peccatore (o peccatrice)

“Verrà un'epoca in cui i monaci giungeranno alla loro salvezza vivendo in mezzo alla gente” (Silvano del Monte Athos)


Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». (Mc 12, 28s)

Enzo Bianchi Priore di Bose
Enzo Bianchi Priore di Bose - LA PREGHIERA DI GESÙ

Dio “dona la preghiera a colui che prega”
- “Il Signore, vedendo il nostro desiderio e il nostro sforzo di pregare, ci dà il suo aiuto, secondo le parole dei santi: a chi prega con semplicità, Dio accorda il dono della preghiera del cuore”.
Filocalia Amore del Bello Piccola Filocalia - Amore del Bello
Entra alcuni testi di: San Giovanni Crisostomo, San Giovanni Cassiano, San Nilo Sinaita, Sant’Isacco di Ninive, San Massimo il Confessore, San Giovanni Climaco, San Simeone il Nuovo Teologo, San Niceforo il solitario, l’Italiano, San Gregorio Palamàs, San Massimo il brucia capanne , Callisto e Ignazio Xanthopuloi, Teofane il Recluso, San Serafim di Sarov, Vescovo Ignatij Brjancianinov, San Giovanni di Kronstadt , Silvano monaco athonita
Preghiera del Cuore; il Metodo del Pellegrino Russo Preghiera del Cuore; il Metodo del Pellegrino Russo

Il metodo del pellegrino russo, che si può seguire tappa dopo tappa nei Racconti, sebbene faccia spesso riferimento alla Filocalia non è del tutto uguale a quello insegnato da essa........
Risponde Il teologo - Fare posto alla preghiera nella vita quotidiana Risponde Il teologo - Fare posto alla preghiera nella vita quotidiana
Domanda: Spesso mi rendo conto di non essere molto bravo nella preghiera. La Chiesa ci propone tanti modi di pregare, dalla liturgia delle ore al rosario, dall’adorazione eucaristica alla lectio divina... Io però non ho ancora trovato il mio. Forse anche perché sono tutte forme di preghiera pensate per i preti e i religiosi, che possono mettere la preghiera al centro della loro giornata. Mi chiedo se c’è un modo di pregare che possa adattarsi alla vita dei laici, presi tra i mille impegni quotidiani (il lavoro, la famiglia, i servizi in parrocchia, il bisogno di svago e di riposo...) di: Roberto Vitale
La cella da cui nessuno è lontano La Cella da Cui Nessuno è Lontano
I contemplativi sono uomini e donne profetici, “sentinelle”, testimoni della speranza che verrà «il mattino». Sono persone che hanno messo Dio al centro della loro vita e che portano nel «loro cuore e nella loro preghiera» le gioie e le speranze, le difficoltà e sofferenze dell’umanità, «mostrandosi in ogni momento in profonda comunione con essa».......
LE VENTIQUATTRO ORAZIONI di San Nersete Armeno detto il Grazioso (Nerses Shnorhali) (1102-1173) Una per ogni ora del giorno LE VENTIQUATTRO ORAZIONI di San Nersete Armeno detto il Grazioso (Nerses Shnorhali) (1102-1173) Una per ogni ora del giorno Il poeta e ammiratore di Narsete, P. Alishan, che ha dedicato un voluminoso studio alla vita del santo, non esita a paragonare Narsete « il grazioso » con San Bernardo, suo contemporaneo, ed afferma non senza ragione, che nella Chiesa del XII sec. splendevano due luci, di cui una di Oriente, Narsete, e l'altra in Occidente, San Bernardo.
LA PREGHIERA DEL CUORE - cos'è e come si prega LA PREGHIERA DEL CUORE - cos'è e come si prega - Signore Gesù Cristo Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore o peccatrice Nella storia del cristianesimo si constata che, in numerose tradizioni, esisteva un insegnamento sull’importanza del corpo e delle posizioni corporee per la vita spirituale. Grandi santi ne hanno parlato, come Domenico,Teresa d’Avila, Ignazio di Loyola… Inoltre, fin dal IV secolo, incontriamo consigli a questo proposito nei monaci d’Egitto. Più tardi, gli ortodossi hanno proposto un insegnamento sull’attenzione al ritmo del cuore e sulla respirazione. Se ne è parlato soprattutto a proposito della «preghiera del cuore» (o la «preghiera di Gesù», che si rivolge a lui).
ESICASMO - Introduzione - La vocazione all'esichia - Fuge: esichia come solitudine - Tace: esichia come silenzio - Quiesce: rimani nella pace interiore - La Tradizione e i Padri ESICASMO - Introduzione - La vocazione all'esichia - Fuge: esichia come solitudine - Tace: esichia come silenzio - Quiesce: rimani nella pace interiore - La Tradizione e i Padri
ESICASMO LA PREGHIERA - Consigli spirituali dello Starez Ieronimos di Egina LA PREGHIERA - Consigli spirituali dello Starez Ieronimos di Egina
Gregorio il sinaita: Consigli GREGORIO IL SINAITA: Consigli
Tre sono le qualità della preghiera silenziosa: l'austerità, il silenzio, la non considerazione di se stessi, cioè l'umiltà; queste devono essere praticate con fedeltà; continuamente dobbiamo verificare se sono la nostra dimora, perchè dimenticandole non ci incamminiamo fuori di esse. L'una sostiene e custodisce l'altra, da esse nasce la preghiera e cresce in maniera perfetta.
Niceforo il solitario: Trattato della sobrietà e della custodia del cuore NICEFORO IL SOLITARIO: Trattato della sobrietà e della custodia del cuore
Quanti desiderate l'illuminazione miracolosa e divina del nostro Salvatore Gesù Cristo, quanti cercate di sperimentare il fuoco divino nel cuore, e vi sforzate di sentire la consolazione del perdono di Dio, e avete rinunciato ai beni del mondo per entrare in possesso del tesoro sepolto nel campo del cuore, e volete accendere gioiosamente le torce dell'anima, e, per questo, rinunciaste alle realtà presenti, e bramate conoscere e ricevere, con consapevole chiarezza, il regno di Dio presente nel vostro intimo, venite. Vi esporrò la scienza della eterna e celeste vita, il metodo.
LA VERA PREGHIERA - Anthony Bloom LA VERA PREGHIERA - Anthony Bloom
L'evangelo ci insegna che il regno di Dio si trova prima di tutto in noi. Se non siamo capaci di trovare dentro di noi il regno, se non riusciamo a incontrare Dio interiormente, nelle profondità stesse del nostro essere, le probabilità che abbiamo di incontrarlo al di fuori sono estremamente remote.
Pregare come respirare di P. Antonio Maria SICARI religioso, teologo e scrittore italiano. PREGARE COME RESPIRARE di P. Antonio Maria SICARI religioso, teologo e scrittore italiano.
S. Ignazio insegnava nei suoi Esercizi: "Bisogna chiudere gli occhi per guardare Gesù nel proprio cuore, e mormorare le parole del Pater, sulla misura del proprio respiro".
La preghiera continua e la preghiera di Gesù di: Matta El Meskin, (Matteo il Povero) LA PREGHIERA CONTINUA e la preghiera di Gesù di: Matta El Meskin, (Matteo il Povero)

Credi in Dio? Allora che Dio sia la base di tutti i tuoi comportamenti; con lui accogli tutto ciò che incontri nella vita, felicità o tristezza. Che la tua fede non cambi ogni giorno a seconda delle circostanze. Non lasciare che sia il successo ad aumentare la tua fede, né il fallimento, la perdita e la malattia a indebolirla o ad annientarla.
Vivere della stessa vita di Dio, in Cristo; partecipare al suo mistero, vivere il segreto di Dio che si rivela al nostro cuore. Vivere della Stessa Vita di Dio, in Cristo; partecipare al suo mistero, vivere il segreto di Dio che si rivela al nostro cuore. - Mi è stato chiesto di presentare in quattro parole chiave la vita spirituale. Ho scelto queste quattro parole in coppia: Segreto/Mistero, Lotta/Fatica, Relazione/Comunione, Umiltà/Letizia. Cercherò di declinarle, nel loro significato e nelladinamica che comportano per il nostro cuore, in quattro puntate. Di: p. ELIA CITTERIO - FRATELLI CONTEMPLATIVI DI GESU’ – 15060 CAPRIATA D’ORBA (AL) - Tratto dalla rivista “In caritate Christi”, delle Suore Elisabettine di Padova, anno 2010.
Regole Per Una Vita Devota (di Platone, arcivescovo di Kostroma) REGOLE Per Una Vita Devota (di Platone, arcivescovo di Kostroma) Inizia ogni mattino come se avessi appena deciso di diventare un cristiano e di vivere secondo i comandamenti di Dio. Andando a fare i tuoi doveri, sforzati di fare tutto alla gloria di Dio. Non iniziare nulla senza preghiera, perché tutto ciò che facciamo senza pregare alla fine si rivela futile o dannoso. Le parole del Signore sono vere: "Senza di me, non potete fare niente."


La Notizia Cattolica in Evidenza Inserimento del 20 Ottobre 2014 Tratto da AVVENIRE

Diffuso il testo della Relatio Synodi

Il Papa: un anno per maturare le idee

Fuori da ogni tentazione. Di «irrigidimento ostile» e di «buonismo distruttivo». Senza distorsioni ideologiche, ma imparando a «seguire Gesù nella nostra vita». E quindi continuando a camminare verso il Sinodo del prossimo anno per trovare soluzioni «alle innumerevoli difficoltà che le famiglie devono affrontare». È così che vanno letti i 62 numeri della Relazione finale (la Relatio Synodi) del Sinodo straordinario. È così che vanno considerati quei paragrafi che hanno ottenuto la maggioranza dei due terzi e anche quelli (su comunione ai divorziati risposati e sugli omosessuali) che invece si sono fermati al di sotto di questa soglia. E ad affermarlo è il Papa in persona.
Dopo due settimane di silenzio, dopo aver ascoltato lui per primo con umiltà il parlar chiaro che aveva sollecitato già il primo giorno, Francesco ha preso la parola dopo le votazioni con un discorso che analizza e puntualizza senza però chiudere, anzi avvertendo esplicitamente che «ora abbiamo ancora un anno per maturare, con vero discernimento spirituale» questa «Relatio Synodi che è il riassunto fedele e chiaro di tutto quello che è stato detto e discusso in questa aula e nei circoli minori».

In sostanza il Sinodo straordinario è finito, ma il lavoro continua e per certi versi ricomincia adesso dato che il documento votato ieri verrà presentato alle Conferenze episcopali come «lineamenta» dell’Assemblea ordinaria del prossimo anno. Francesco, proseguendo nella linea della trasparenza, ha voluto che oltre ai testi fossero resi noti anche gli esiti numerici delle votazioni. A riprova del fatto che, come ha detto egli stesso, «il Sinodo si svolge cum Petro et sub Petro, e la presenza del Papa è garanzia per tutti». E che lui, dunque, è «il supremo servitore», in una istituzione in cui «l’autorità è servizio». Parole che, unite alla menzione delle «tentazioni», appaiono come un preciso alt agli opposti estremismi che in questi giorni hanno cercato di tirare la giacca da una parte e dall’altra ai Padri sinodali.

Che cosa emerge, dunque, dalla lettura comparata tra Relatio synodi (Rs) e Relatio post disceptationem (Rpd)? Innanzitutto, come ha ricordato nel briefing finale il portavoce vaticano padre Federico Lombardi, «un ampliamento delle prime due parti, per non parlare solo delle sfide» ma far risaltare anche il «valore in positivo della famiglia». Di rilievo anche i cambiamenti operati nella seconda e terza parte. Scomparso il riferimento (n. 20 della Rpd) ai semi del Verbo presenti anche nelle convivenze e nei matrimoni civili e tra i divorziati risposati, nella Rs si parla al n.41 più genericamente di «elementi positivi presenti nei matrimoni civili e, fatte le debite differenze, nelle convivenze» (e comunque questo numero, tra quelli approvati con la maggioranza dei due terzi, ha ottenuto solo due voti in più del quorum).

Non hanno superato lo sbarramento della maggioranza qualificata, invece, i numeri 52 (comunione ai divorziati risposati), 53 (concetto di comunione spirituale) e 55 (persone omosessuali). Il numero 52 in particolare, dopo aver enumerato le proposte emerse in aula circa la possibilità o meno per i divorziati risposati di accostarsi alla comunione sacramentale, afferma che «la questione va ancora approfondita». Mentre per quanto riguarda le persone omosessuali si ribadisce che «non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire nostalgie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la Famiglia. Nondimeno, gli uomini e le donne con tendenze omosessuali devono essere accolti con rispetto e delicatezza».

Padre Lombardi, nel commentare il mancato raggiungimento del quorum, ha spiegato che non si può parlare di una bocciatura. Ma a questi tre numeri è mancata la quantità di voti necessaria a renderli espressione della volontà sinodale. Infine, in risposta a una specifica domanda sulla discutibile iniziativa del sindaco di Roma Marino, il portavoce ha rimandato al comunicato della Cei. «Il Sinodo – ha detto – in ogni caso ha ribadito che il matrimonio è solo quello tra uomo e donna».




La Riflessione di Oggi

Messaggio da Medjugorje di Giovedì 2 Ottobre 2014

Cari figli, con materno amore vi prego: amatevi gli uni gli altri! Che nei vostri cuori sia come mio Figlio ha voluto fin dall’inizio: al primo posto l’amore verso il Padre Celeste e verso il vostro prossimo, al di sopra di tutto ciò che è di questa terra. Cari figli miei, non riconoscete i segni dei tempi? Non riconoscete che tutto quello che è intorno a voi, tutto quello che sta succedendo, accade perché non c’è amore? Comprendete che la salvezza è nei veri valori, accogliete la potenza del Padre Celeste, amatelo e rispettatelo. Camminate sulle orme di mio Figlio. Voi, figli miei, apostoli miei cari, voi vi radunate sempre di nuovo attorno a me perché siete assetati, siete assetati di pace, di amore e di felicità. Dissetatevi dalle mie mani! Le mie mani vi offrono mio Figlio, che è Sorgente d’acqua pura. Egli rianimerà la vostra fede e purificherà i vostri cuori, perché mio Figlio ama con cuore puro ed i cuori puri amano mio Figlio. Solo i cuori puri sono umili e hanno una fede salda. Io vi chiedo cuori del genere, figli miei! Mio Figlio mi ha detto che io sono la Madre del mondo intero: prego voi, che mi accogliete come tale, che con la vostra vita, preghiera e sacrificio mi aiutiate affinché tutti i miei figli mi accolgano come Madre, perché io possa condurli alla Sorgente d’acqua pura. Vi ringrazio! Cari figli miei, mentre i vostri pastori, con le loro mani benedette, vi offrono il Corpo di mio Figlio, ringraziate sempre nel cuore mio Figlio per il suo sacrificio e per i pastori che vi dà sempre di nuovo.

Dato a Mirjana Dragicevic, il 2 Ottobre 2014

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Libro III
INCOMINCIA IL LIBRO DELLA CONSOLAZIONE INTERIORE


Capitolo I
CRISTO PARLA INTERIORMENTE ALL'ANIMA FEDELE


"Darò ascolto a quello che stia per dire dentro di me il Signore" (Sal 84,9). Beata l'anima che ascolta il Signore che le parla dentro, e accoglie dalla sua bocca la parola di consolazione. Beate le orecchie che colgono la preziosa e discreta voce di Dio, e non tengono alcun conto dei discorsi di questo mondo. Veramente beate le orecchie che danno retta, non alla voce che risuona dal di fuori, ma alla verità, che ammaestra dal di dentro. Beati gli occhi, che, chiusi alle cose esteriori, sono attenti alle interiori. Beati coloro che sanno penetrare ciò che è interiore e si preoccupano di prepararsi sempre più, con sforzo quotidiano, a comprendere le cose arcane del cielo. Beati coloro che bramano di dedicarsi a Dio, sciogliendosi da ogni impaccio temporale.

Comprendi tutto ciò, anima mia, e chiudi la porta dei sensi, affinché tu possa udire quello che ti dice interiormente Iddio, tuo signore. Questo dice il tuo diletto: "Io sono la tua salvezza" (Sal 34,3), la tua pace, la tua vita; stai accanto a me e troverai la pace; lascia tutte le cose che passano, cerca le cose eterne. Che altro sono le cose corporali, se non illusioni? E a che gioveranno tutte le creature, se sarai abbandonata dal Creatore? Oh, anima mia, rinuncia a tutto e fatti cara e fedele al tuo Creatore, così da poter raggiungere la vera beatitudine.



Archivio preghiere per ogni occasione

Preghiamo
Inserimento 20 Ottobre 2014


L’ ESAUDIMENTO

Padre celeste,
tu hai promesso di esaudirci
nelle richieste che ti avessimo fatto
in nome del tuo Figlio Gesù Cristo,
nostro Signore.

Noi siamo pure istruiti
dalla sua dottrina e dai suoi apostoli,
di radunarci in suo nome,
con la promessa
che egli sarà in mezzo a noi
e che egli sarà nostro intercessore per tutti,
per impetrare e ottenere qualsiasi cosa
noi vogliamo sulla terra.

Signore, tu sei nostro Padre,
e noi siamo soltanto terra e fango;
tu sei nostro Creatore
e noi siamo le opere delle tue mani;
tu sei nostro redentore,
noi siamo il popolo che tu hai riscattato;
tu sei nostro Dio,
noi siamo la tua eredità.

Giovanni Calvino








Gianfranco Ravasi è un cardinale, arcivescovo cattolico e biblista italiano, teologo, ebraista ed archeologo. Dal 2007 è presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa e presidente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.


LANTERNA - Archivio Riflessioni Eucaristiche
Archivio Riflessioni Eucaristiche

Luce Dei Miei Passi,
Guida Al Mio Cammino, È La Tua Parola

UN GESTO PROFETICO

L’Eucaristia conferisce un significato al mondo. Da parte di Cristo essa è un gesto profetico. Il gesto compiuto da Gesù la sera del giovedì santo, quando istituisce l’Eucaristia, impegna l’avvenire. Gesù ne è perfettamente cosciente. Il gesto infatti non è qualcosa di esteriore, ma l’espressione più piena della sua vita, che sarà sanzionato dal dono della vita stessa, sul calvario. Cristo offre totalmente se stesso. Questo gesto, anche se compiuto la sera della vita terrestre di Cristo, anche se iscritto e limitato nel tempo e per i discepoli, non si lascia chiudere in questo limitato orizzonte. Esso sfugge al dominio dell’uomo, per riferirsi direttamente a un Dio più grande del cuore dell’uomo.

Esso è il gesto del Verbo fatto carne, vero uomo e vero Dio: un Dio risoluto a rimanere con i suoi, presente fra di loro, in tutto lo spessore del carnale e del quotidiano, consapevole insieme che tutto ciò gli è impossibile materialmente. Egli infatti deve ritornare dal Padre: ma ciò è l’unico modo e l’unica possibilità per poter continuare ad essere presente non solamente a un popoio e ad un’epoca, ma a tutti i popoli di tutte le epoche.

Il gesto di Gesù è quello dell’amore che va fino alle estreme conseguenze. Un amore che ha bisogno di giungere alla massima espressione per non rimanere incompleto, ma anche un amore che non accetta di essere sottratto all’affetto dei suoi. È un gesto che si ripercuote sulla vita intera del singolo e dell’universo; un gesto che racchiude in sé tutta la storia per farla convergere, in qualche modo, in un punto dove si concentra la potenza della vita. Concentrazione di vita che non è un ricupero, bensì una fioritura, un erompere, in quanto di lì la vita si diffonde a tutto l’universo.


RAYMOND JOHANNY in L’Eucaristia cammino di risurrezione, Elledici 1976, pp. 97-98



La Riflessione di Oggi La Riflessione di Oggi - 20 Ottobre 2014
Archivio Autori Antichi o Moderni

I tempi fissi della preghiera

Manteniamo sempre vivo il desiderio della vita beata, che ci viene dal Signore Dio e non cessiamo mai di pregare. Ma, a questo fine, è necessario che stabiliamo certi tempi fissi per richiamare alla nostra mente il dovere della preghiera, distogliendola da altre occupazioni o affari, che in qualche modo raffreddano il nostro desiderio, ed eccitandoci con le parole dell’orazione a concentrarci in ciò che desideriamo. Facendo così, eviteremo che il desiderio, tendente a intiepidirsi, si raffreddi del tutto o si estingua per mancanza di un frequente stimolo.
La raccomandazione dell’Apostolo: «In ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste» (Fil 4, 6) non si deve intendere nel senso che dobbiamo portarle a conoscenza di Dio. Egli infatti le conosceva già prima che fossero formulate. Esse devono divenire piuttosto maggiormente vive nell’ambito della nostra coscienza. Esse, poi, devono contare su un atteggiamento fatto di fiduciosa attesa dinanzi a Dio, più che ambire la manifestazione reclamistica dinanzi agli uomini.
Stando così le cose, non è certo male o inutile pregare a lungo, quando si è liberi, cioè quando non si è impediti dal dovere di occupazioni buone o necessarie. Però anche in questo caso, come ho detto, si deve sempre pregare con quel desiderio. Infatti il pregare a lungo non è, come qualcuno crede, lo stesso che pregare con molte parole. Altro è un lungo discorso, altro uno stato d’animo prolungato. Consideriamo come del Signore stesso sia scritto che passava le notti in preghiera, e che nell’orto pregò a lungo. Ed in ciò, che altro intendeva, se non darci l’esempio, egli che nel tempo è l’intercessore propizio, mentre nell’eternità è, insieme al Padre, colui che ci esaudisce?
Sappiamo che gli eremiti d’Egitto fanno preghiere frequenti, ma tutte brevissime. Esse sono come rapidi messaggi che partono all’indirizzo di Dio. Così l’attenzione dello spirito, tanto necessaria a chi prega, rimane sempre desta e fervida e non si assopisce per la durata eccessiva dell’orazione. E in ciò essi mostrano anche abbastanza chiaramente che non si deve voler insistere in un prolungato sforzo di concentrazione, quando si vede che non può durare oltre un certo tempo, e d’altra parte non si deve interrompere alla leggera o bruscamente la preghiera, quando si vede che la presenza vigile della mente può continuare.
Lungi dunque dalla preghiera ogni verbosità, ma non si tralasci la supplica insistente, se perdura il fervore e l’attenzione. Il servirsi di molte parole nella preghiera equivale a trattare una cosa necessaria con parole superflue.
Il pregare consiste nel bussare alla porta di Dio e invocarlo con insistente e devoto ardore del cuore.
Il dovere della preghiera si adempie meglio con i gemiti che con le parole, più con le lacrime, che con i discorsi. Dio, infatti, «pone davanti al suo cospetto le nostre lacrime» (Sal 55, 9 volg.), e il nostro gemito non rimane nascosto (cfr. Sal 37, 10) a lui che tutto ha creato per mezzo del suo Verbo, e non cerca le parole degli uomini.

Dalla «Lettera a Proba» di sant’Agostino, vescovo
(Lett. 130, 9, 18 – 10, 20; CSEL 44, 60-63)

Ogni Giorno Con I Padri della Chiesa Alcuni Brani: Padri della Chiesa

La medicina dell’umiltà

Qual rimedio sarebbe stato più appropriato a ridare salute ai malati, luce ai ciechi, vita ai morti, del fatto che le ferite della superbia fossero curate con la medicina dell’umiltà?
Adamo, trasgredendo i precetti di Dio, introdusse il dominio del peccato; Gesù, nato sotto la legge, ci ha restituito la libertà della giustizia; quello, ossequiente al diavolo fino alla trasgressione, ha meritato che tutti morissero in lui: Questi, « ubbidiente al Padre fino alla morte in croce » (Fil 2,8), ha fatto sì che in lui tutti ricevessero vita.
Quello, desideroso dell’onore degli angeli, perdette la dignità della sua natura, Questi, assumendo lo stato della nostra infermità, ripose fra i celesti coloro per i quali era disceso all’inferno.
Infine: a quello, caduto a causa dell’alterigia, fu detto: « Tu sei terra, e alla terra ritornerai » (Gn 3,19), a Questi, esaltato per la sottomissione, fu detto: « Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi » (Sal 109,1).


Leone Magno, Sermone 25,5

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Voglio Confessarmi Bene VOGLIO CONFESSARMI BENE!
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I Sette doni dello Spirito Santo

I Sette Doni Dello Spirito Santo:
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e Fioretti di Madre Teresa

Il Mattutino di Gianfranco Ravasi anno 2011
Vedi Anche: La Nostra Selezione di Libri di Gianfranco Ravasi con Sconto dal 10 al 15%


I «sette peccati capitali»:
i vizi a cui si possono ricondurre tutti i peccati umani

«superbia, avarizia, invidia, ira, lussuria, golosità, pigrizia o accidia».


Archivio: Ultimo Inserimento:
In Dialogo il Teologo Risponde



Come è nata la suddivisione dei Vangeli in capitoli e paragrafi?

I Vangeli che ho a casa sono divisi per capitoli e per paragrafi, ogni paragrafo ha il suo titolo. Nelle versioni della Cei 2008 che ho trovato in rete la divisione per paragrafi è sparita: è una scelta ufficiale? Qual è il motivo? Qual è la storia della suddivisione dei Vangeli in capitoli e paragrafi?



VAI SU: Risponde don Filippo Belli, docente di Sacra Scrittura alla Facoltà teologica dell'Italia Centrale.