Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)

Regole per una vita devota (di Platone, arcivescovo di Kostroma)

Forzati ad alzarti presto e a un'ora fissa. Appena ti svegli, rivolgi la tua mente a Dio: fai il Segno della Croce, e ringrazialo per la notte che è passata e per tutte le sue misericordie nei tuoi confronti. Chiedigli di guidare ogni tuo pensiero, sensazione e desiderio, in modo che tutto ciò che dici o che fai gli sia gradito.

Quando ti vesti ricorda la presenza del Signore e del tuo Angelo custode. Chiedi al Signore Gesù Cristo di ricoprirti con il manto di salvezza.


Papa Francesco dal Balcone il 13 Marzo 2013 Preghiamo insieme, nel nome del Signore morto e risorto, e per intercessione di Maria Santissima, perché il Mistero pasquale possa operare profondamente in noi e in questo nostro tempo, perché l’odio lasci il posto all’amore, la menzogna alla verità, la vendetta al perdono, la tristezza alla gioia. Piazza San Pietro - Lunedì dell'Angelo, 1-4-13

Padre Nostro che sei nei Cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno e sia fatta la tua volontà come in Cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con Te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte.

Gloria al Padre, al Figlio ed allo Spirito Santo, come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen


Archivio:Catechesi Testo Integrale Udienze del Mercoledi'
Ultimo Inserimento: PAPA FRANCESCO UDIENZA GENERALE Piazza San Pietro Mercoledì, 9 Aprile 2014 - I doni dello Spirito Santo: 1. La Sapienza


Papa Francesco PREGHIERA DELLE CINQUE DITA - Vai al testo e Video




La dittatura del pensiero unico - Giovedì, 10 aprile 2014


«Anche oggi c’è la dittatura del pensiero unico». Se non si pensa in un determinato modo non si è considerati moderni, aperti. E peggio ancora è «quando alcuni governanti chiedono un aiuto finanziario» e si sentono rispondere «ma se tu vuoi questo aiuto devi pensare così e devi fare questa legge e quell’altra». Il rischio del pensiero unico che mina il rapporto con Dio è stato al centro dell’omelia di Papa Francesco durante la messa celebrata giovedì mattina 10 aprile nella Casa Santa Marta. «Il fenomeno del pensiero unico» ha sempre causato «disgrazie nella storia dell’umanità» ha affermato il Santo Padre ricordando anche le tragedie delle dittature del novecento. Ma, ha detto, si può reagire: pregando e vigilando.

Riferendosi alle letture del giorno il Papa ha sottolineato come la liturgia «ci fa vedere la promessa di Dio ad Abramo nostro padre». Il riferimento è al passo della Genesi (17, 3-9) in cui Dio promette ad Abramo che diventerà «padre di una moltitudine di nazioni». E «il popolo di Dio da quel momento — ha spiegato il Santo Padre — ha incominciato a camminare cercando» di fare in modo di realizzare questa promessa, di farla diventare realtà. È «una promessa che, anche da parte di Abramo con Dio, ha la forma di alleanza». Dice infatti Dio ad Abramo: «Da parte tua devi osservare la mia alleanza, tu e la tua discendenza dopo di te, di generazione in generazione». Si deve dunque «osservare l’alleanza».

E così, ha proseguito il Papa, «si capisce che i comandamenti non sono una legge fredda; i comandamenti sono nati da questo rapporto d’amore, da questa promessa, da questa alleanza». E, prendendo spunto dal passo del Vangelo di Giovanni (8, 51-59) proclamato nella liturgia odierna, il Pontefice ha proseguito la sua riflessione indicando che «lo sbaglio di quei dottori della legge che non erano buoni e volevano lapidare Gesù — in quel tempo c’erano però anche farisei e dottori della legge buoni — è stato di staccare i comandamenti dalla promessa, dall’alleanza». Cioè «staccare i comandamenti dal cuore di Dio che ha comandato ad Abramo di camminare sempre avanti». Per Papa Francesco «l’errore, lo sbaglio di questa gente» nasce dal non aver «capito la strada della speranza: credevano che con i comandamenti tutto era pieno, tutto era compiuto». Ma «i comandamenti nati dall’amore di questa fedeltà di Dio sono regole per andare avanti, indicazioni per non sbagliare: ci aiutano a camminare e a finire nell’incontro con Gesù». Invece «questa gente della quale oggi parla il Vangelo non sa collegare il compimento dei comandamenti con l’alleanza di Dio con il loro padre Adamo». E ripetono di continuo «ci sono leggi che dobbiamo osservare!». Lo fanno perché «hanno chiuso il cuore, la loro mente è chiusa a ogni novità e anche a quello che avevano promesso i profeti». Per loro vale solo il discorso «dobbiamo fare così e così si deve andare avanti!».

Ecco, ha notato il Pontefice, «il dramma del cuore chiuso, il dramma della mente chiusa. E quando il cuore è chiuso, questo cuore chiude la mente. E quando cuore e mente sono chiusi non c’è posto per Dio». Sì, ha spiegato il Papa, ci siamo «soltanto noi» e per di più convinti nel dire che «si deve fare solo quello che io credo», sicuri oltretutto di fare esattamente «quello che dicono i comandamenti». Ma «i comandamenti portano una promessa e i profeti svegliano questa promessa». Di fronte alla «mente chiusa, per Gesù non è possibile convincere, non è possibile dare un messaggio di novità». Che poi «non è nuovo» ma «è quello che era stato promesso dalla fedeltà di Dio e dai profeti». Eppure gli interlocutori di Gesù «non capiscono: hanno la mente chiusa, il pensiero chiuso, perché nel loro egoismo, nei loro peccati, hanno chiuso il proprio cuore». Il loro, dunque, «è un pensiero chiuso che non è aperto al dialogo, alla possibilità che ci sia un’altra cosa, alla possibilità che Dio ci parli e ci dica com’è il suo cammino, come ha fatto con i profeti». Di sicuro, ha aggiunto il Pontefice, «questa gente non aveva ascoltato i profeti e non ascoltava Gesù». La loro, però, «è qualcosa di più che una semplice testardaggine. No, è di più! È l’idolatria del proprio pensiero: io la penso così, questo deve essere così e niente di più!».

I farisei presentati oggi nel passo evangelico «avevano un pensiero unico e volevano imporre questo pensiero al popolo di Dio. Per questo Gesù li rimprovera di caricare sulle spalle del popolo tanti comandamenti. Rimprovera la loro incoerenza» dovuta al loro pensiero: «si deve fare così!». In questo modo hanno una «teologia che diviene schiava di questo schema del pensiero unico». Finisce che «non c’è possibilità di dialogo, di aprirsi alle novità che Dio porta con i profeti». Del resto questa gente «ha ucciso i profeti» e ha chiuso «la porta alla promessa di Dio». Il «fenomeno del pensiero unico» ha sempre causato «disgrazie nella storia dell’umanità» ha affermato il Pontefice. «Nel secolo scorso abbiamo visto tutti noi le dittature del pensiero unico che hanno finito per uccidere tanta gente». Si sono sentite padrone e «non si poteva pensare altrimenti: si pensa così»!

Ma «anche oggi — ha messo in guardia il Papa — c’è l’idolatria del pensiero unico. Oggi si deve pensare così e se tu non pensi così non sei moderno, non sei aperto». O peggio, ha proseguito, tante volte «quando alcuni governanti chiedono un aiuto finanziario si sentono rispondere “ma se tu vuoi questo aiuto devi pensare così e devi fare questa legge e quell’altra, quell’altra”». Dunque «anche oggi c’è la dittatura del pensiero unico e questa dittatura è la stessa di questa gente» di cui parla il Vangelo. Il modo di fare è lo stesso. È gente che «prende le pietre per lapidare la libertà dei popoli, la libertà della gente, la libertà delle coscienze, il rapporto della gente con Dio. E oggi Gesù è crocifisso un’altra volta».

E così, ha proseguito il Papa, «questa non è una storia di quel tempo, dei farisei cattivi — ma c’erano farisei buoni — di questa gente chiusa. È una storia anche di oggi». E «il consiglio del Signore di fronte a questa dittatura è lo stesso sempre: vigilare e pregare». Il Pontefice ha concluso esortando a «non essere sciocchi», a non comprare cose che non servono. E a «essere umili e pregare perché il Signore ci dia sempre la libertà del cuore aperto per ricevere la sua parola che è promessa e gioia! È alleanza! E con questa alleanza andare avanti».


(da: L'Osservatore Romano, ed. quotidiana, Anno CLIV, n.083, Merc. 11/04/2014)






Pellegrino Russo Un piccolissimo Aiuto per la Preghiera del Cuore o Preghiera di Gesù - Preghiera Esicasta - Signore, Gesù Cristo Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore (o peccatrice) Di: Maurizio Guidato - Inserimento del 12 Aprile 2014

Nel silenzio il mio cuore a Te canta " Lode e onore a Te Signore Gesù".

La Pace - Maurizio Guidato

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Sabato 12 aprile 2014
Vangelo secondo Giovanni (11,45-56)

Ascolta

In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che Gesù aveva compiuto, [ossia la risurrezione di Làzzaro,] credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto. Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinèdrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest'uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione». Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell'anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell'anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.
Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove rimase con i discepoli.
Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?».


Medita

La tensione tra Gesù ed i capi dei sacerdoti e dei farisei sta raggiungendo il culmine; l'ultima “marachella” di Gesù, che gli costa la definitiva decisione del sinedrio di toglierlo di mezzo, è la resurrezione dell'amico Lazzaro, narrata nella prima parte del capitolo 11. Di fronte al messaggio ed ai segni del Messia che viene a sconfiggere la morte e a compiere le promesse di Dio, l'aristocrazia non riesce che a vedere motivi di opportunità. È meglio -- si dicono -- l'odiata ma relativamente tranquilla dominazione romana, piuttosto che perdere il controllo della popolazione e rischiare di perdere i privilegi acquisiti dalla casta sacerdotale. La penna ironica ed intelligente dell'evangelista Giovanni non perde l'occasione per andare a ricercare il significato profondo dell'affermazione del sommo sacerdote Caifa: la sua non è soltanto una dichiarazione d'odio, ma un riflesso della realtà; Gesù è veramente la vittima disposta a morire perché un'intera nazione (ed in effetti il mondo intero) si salvi. Come aveva predetto il secondo profeta Isaia sei secoli prima, per le sue piaghe noi siamo stati guariti (Is 53, 5).
Tuttavia Caifa, profeta involontario, è troppo accecato dal rancore anche solo per ricordarsi l'alleanza di pace promessa da Dio nelle parole del profeta Ezechiele che leggiamo nella prima lettura. L'unica soluzione che rimane è la morte di Gesù. Il brano si chiude con una situazione sospesa; la Pasqua si avvicina e tutti si chiedono cosa farà Gesù: verrà a Gerusalemme per celebrare la Pasqua oppure rimarrà nascosto per non essere preso? La risposta arriverà domani, con la Domenica delle Palme e l'inizio della Settimana Santa, la più importante dell'anno liturgico.

Per Riflettere

Non verrà alla festa? Sappiamo già la risposta: Gesù verrà alla festa, sarà catturato e condannato al supplizio della Croce.
Facciamoci però interrogare da questa domanda: quanto noi ed i nostri fratelli aspettiamo la venuta di Gesù in un mondo che spesso sembra averlo condannato a morte? Gesù viene lo stesso a condividere la nostra situazione di umanità fragile.



Indice Vangelo e Commento del Mese di APRILE:



L' Eucaristia Comunione con Cristo e Tra Noi - 12 Aprile 2014


Beato chi si rifugia in te, Signore.

Spirito Santo, ospite dei cuori, svela a noi il senso profondo della speranza che non delude, della carità che non attende contraccambio. Spirito di verità, che scruti le profondità di Dio, memoria e profezia della Chiesa, conduci l’umanità a riconoscere in Gesù il Salvatore de! mondo, il compimento della storia.

B. Giovanni Paolo II


I DIECI COMANDAMENTI Vivere nella libertà di Dio I DIECI COMANDAMENTI





NOVENA DELLE ROSE

NOVENA DELLE ROSE
“Questa novena, se recitata con fede, è una preghiera molto efficace
per ottenere una grazia importante”.


Santissima Trinità Padre, Figlio e Spirito Santo io Vi ringrazio per tutti i favori e le grazie di cui avete arricchito l'anima della Vostra serva Santa Teresa del Bambin Gesù del Volto Santo, Dottore della Chiesa, durante i suoi ventiquattro anni trascorsi su questa terra e, per i meriti di questa Vostra Santa Serva, concedetemi la grazia che ardentemente desidero: ... indicare la grazia richiesta .... se è conforme alla Vostra Santa Volontà e per il bene della mia anima.



Aiutate la mia fede e la mia speranza , o Santa Teresa del Bambin Gesù del Volto Santo; realizzate ancora una volta la Vostra promessa di passare il vostro Cielo a fare del bene sulla terra, permettendo che io riceva una rosa come segno della grazia che desidero ottenere.
Amen

Si recitano a seguito 24 "Gloria al Padre..." in ringraziamento a Dio per i doni concessi a Teresina nei 24 anni della sua vita terrena.

Ad ogni “Gloria”segue l’invocazione:
“Santa Teresa del Bambin Gesù del Volto Santo, prega per noi”.
 

Preghiere della moltiplicazione o Novena delle 33 Giaculatorie

Preghiere della moltiplicazione o Novena delle 33 Giaculatorie

Sono 33 giaculatorie da pregare ognuna per 33 volte in onore dei 33 anni di vita del Signore. Come Gesù, nella sua Misericordia , quando ci fu bisogno di pane, moltiplicò il pane, ora, che c'è bisogno di preghiera, perché il male dilaga, moltiplicherà anche la potenza della preghiera, se fatta con fede.

Le novene di giaculatorie si sono rivelate particolarmente efficaci per ottenere qualsiasi grazia, purché conveniente per l’anima.

Segue Cliccami: Preghiere della moltiplicazione o Novena delle 33 Giaculatorie

Novena alla Madonna che scioglie i nodi NOVENA A “MARIA CHE SCIOGLIE I NODI”

Come pregare la Novena:


Fare il segno della Croce. Recitare l’atto di contrizione. Chiedere perdono per i nostri peccati e, soprattutto, proporre di non commetterli mai più. Recitare le prime tre decine del Rosario. Leggere la meditazione propria di ogni giorno della novena (dal primo al nono giorno). Poi recitare le due ultime decine del Rosario. Finire con la Preghiera a Maria che scioglie i nodi.
Segue Cliccami: NOVENA A “MARIA CHE SCIOGLIE I NODI”

Novena alla Divina Misericordia


La Novena alla Divina Misericordia

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Primo Giorno (Venerdì Santo)

Meditare su Gesù Crocifisso e sul valore delle anime (costano tutto il sangue di Gesù....)

Parole di nostro Signore: "Oggi portami l’umanità intera, specialmente tutti i peccatori, ed immergili nell’oceano della mia Misericordia. Così tu addolcirai la mia amarezza per la perdita delle anime".

Chiediamo misericordia per l’umanità intera.

Misericordioso Gesù, poiché tua prerogativa è d’aver compassione di noi e di perdonarci, non guardare i nostri peccati, ma alla fiducia che nutriamo nella tua infinita bontà. Ricevi tutti nel tuo Cuore compassionevole e non respingere mai nessuno. Te lo chiediamo per l’amore che ti unisce al Padre ed allo Spirito santo.

Pater... Ave... Gloria...

Eterno Padre, volgi il tuo sguardo di Misericordia sull’umanità intera, specialmente sui peccatori, la cui unica speranza è il Cuore pietoso di tuo Figlio. Per la sua dolorosa Passione, dimostra la tua Misericordia, affinché noi possiamo insieme eternamente lodare la tua potenza. Amen.
Segue Cliccami: La Novena alla Divina Misericordia




Vedi Anche: NOVENA A “MARIA CHE SCIOGLIE I NODI” - 15 Orazioni di Santa Brigida - Novena a Santa Rita - Novena allo Spirito Santo - NOVENA A S. BENEDETTO DA NORCIA - Novena a Santa Lucia - NOVENA IN ONORE A SAN GIUDA TADDEO - Le sette offerte all'eterno padre - Novena alla Madonna del Carmine - Novena a Dio Padre - Supplica al Bambino Gesù di Praga - Novena per la Natività della B. V. Maria - Invocazione ai Tre Arcangeli - Novena a San Michele e ai 9 Cori degli Angeli - NOVENA A PADRE PIO - Novena a San Francesco d'Assisi - Corona Angelica - SUPPLICA Alla Beata Vergine Maria Immacolata Della Medaglia Miracolosa - Devozione al Santo Volto - Novena alle Sante Anime del Puragatorio - IL SANTO ROSARIO E LA BOMBA ATOMICA - Preghiere della moltiplicazione o Novena delle 33 Giaculatorie - Novena all’Immacolata concezione - Preghiera per Chiedere la Grazia della Devozione - Novena a Cristo Re - Novena alla Beata Vergine Maria di Loreto - Novena a Dio Padre Onnipotente - Novena di Natale - NOVENA A GESÙ BAMBINO DI PRAGA - Preghiere in Latino - Novena a San Giovanni Bosco - Novena e Preghiera a Nostra Signora di Lourdes - Novena a San Giuseppe - Novena a San Giuseppe Lavoratore - Scuola di umilta' - le regole - 15 Minuti Con Gesù - Novena alla Madonna del Rosario di Pompei - TREDICINA A SANT'ANTONIO DI PADOVA - Devozione delle Tre Ave Marie - Preghiera delle 5 Dita - Settenario al Preziosissimo Sangue - Novena alla Madonna del Carmine - Novena delle nove grazie (a San Michele Arcangelo) - Novena a S.Francesco d'Assisi - Novena alla B.V. Maria di Fatima - Novena alla Medaglia Miracolosa - Novena dell'immacolata - Novena alla Beata Vergine Maria di Loreto - Novena di Natale - Novena ai Santi Magi - Novena a San Francesco Saverio - Novena a San Giuseppe - La Novena alla Divina Misericordia - Coroncina alla Divina Misericordia - Novena alla Madonna del Rosario di Pompei - Triduo a Santa Gemma (dall'8 al 10 Aprile)


Indice Calendario Dei Santi:
Gennaio | Febbraio | Marzo | Aprile | Maggio | Giugno | Luglio | Agosto | Settembre | Ottobre | Novembre | Dicembre

Il Santo Del Calendario Di Oggi - 12 Aprile - S. Zenone Vescovo.

Verona, antichissima e celeberrima città a cavallo dell'Adige, è stata nei secoli la prima tappa dei popoli germanici che, lasciatisi alle spalle le gelide foreste nordiche, varcarono le Alpi per crogiolarsi ai raggi dorati della gaia Italia. Alcuni proseguirono, ad altri il luogo piacque e vi si stabilirono come a casa propria, e misero seriche vestaglie, e andarono pacificamente a spasso tra fiori e cipressi, finché nuovi venuti, ancora bardati di gelido ferro, calarono dal nord a soppiantarli; storia che si ripeté più volte, e che gli storici chiamano niigrazione dei popoli» (Heinrich Heine, Impressioni di viaggio).

Non dal nord, tuttavia, ma dal sud era venuto un personaggio il cui nome è ora inestricabilmente collegato con quello di Verona, la quale gli ha dedicato un autentico gioiello di architettura: S. Zeno o Zenone. Nativo della Mauritania, questi fu vescovo di Verona per una decina d'anni, dal 362 al 372. 1 problemi con i quali dovette confrontarsi furono il paganesimo non ancora definitivamente sconfitto, l'arianesimo proposto dai fotiniani e i disordini scoppiati nella chiesa veronese.

Dotato di una buona preparazione retorica, il suo stile testimonia l'influsso dei modelli africani come Apuleio di Madaura, Tertulliano, Cipriano e Lattanzio. Ci sono rimasti 16 suoi sermoni (o trattati) lunghi e 77 brevi: alcuni di questi sono semplici abbozzi e pochi altri sono autentici doppioni. 1 temi sono quelli affrontati nella predicazione: la genuinità della dottrina trinitaria, la mariologia, l'iniziazione sacramentale (il battesimo, cui egli ammetteva i pagani solo dopo un'accurata preparazione e un serio esame, e l'Eucarestia), la liturgia pasquale, le virtù cristiane (tra le quali particolarmente l'umiltà, la povertà, la carità e la liberalità verso i poveri e i bisognosi).

Nel trattato 15, proposto dalla Liturgia delle Ore il sabato dell'VIII settimana, si traccia un interessante parallelo tra Cristo e Giobbe sofferente: « Giobbe fu privato di tutte le ricchezze che possedeva; anche il Signore, per amor nostro, si privò di tutti i beni celesti e si fece povero, per fare ricchi noi. Il diavolo uccise nel suo furore i figli di Giobbe. Anche il popolo fariseo nel suo pazzo odio uccise i profeti, figli del Signore... Giobbe riacquistò la salute del suo corpo e dei suoi beni. Il Signore con la sua risurrezione da morte ha donato a quanti credono in lui non soltanto la salvezza, ma anche l'immortalità e ha ripreso il dominio su tutte le cose, secondo quanto egli stesso afferma: "Tutto mi è stato dato dal Padre mio" (Mt 11,27) ».

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Inserimento del 12 Aprile 2014

L’uomo Gesù non ha causato la nostra salvezza una volta sola, nell’incontro reale col Dio assoluto, con la sua morte storica sulla croce e con le altre azioni ormai passate. Egli è ora e in eterno, nell’umanità creata in cui si è incarnato, l’apertura perenne della nostra finitezza al Dio vivente, infinito ed eterno.

Perciò nella sua umanità egli è la realtà creata che ci rappresenta anche negli atti di culto, in modo che il nostro atto religioso fondamentale rivolto a Dio non raggiunge la sua meta senza l’atto rivolto, implicitamente o esplicitamente, all’umanità di Cristo e attraverso di essa. Nell’eternità contempliamo il Padre solo attraverso Cristo e proprio così lo contempliamo immediatamente, perché la visione diretta di Dio non nega l’eterna mediazione di Cristo uomo.

Karl Rahner

Dettti dei Padri del Deserto Ogni Giorno con i Padri del Deserto
Inserimento del 12 Aprile 2014

Il padre Antonio, volgendo lo sguardo all’abisso dei giudizi di Dio, chiese: «O Signore, come mai alcuni muoiono giovani, altri vecchissimi? Perché alcuni sono poveri, e altri ricchi? Perché degli empi sono ricchi e dei giusti sono poveri?». E giunse a lui una voce che disse: «Antonio, bada a te stesso. Sono giudizi di Dio questi: non ti giova conoscerli»



Se vuoi salvarti l’anima e acquistare la vita eterna, scuotiti dal torpore, fatti il segno della croce e di’: «Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen».

La fede non si ottiene con il pensiero, ma con l’azione. Non sono le parole e la speculazione che ci insegnano ciò che Dio è, ma l’esperienza. Per lasciar entrare l’aria fresca, bisogna aprire la finestra; per essere abbronzati, bisogna esporsi al sole. Per acquisire la fede, è la stessa cosa; come dicono i santi Padri, non si arriva alla meta standosene comodamente seduti ad aspettare. Imitiamo il figliol prodigo: «Partì e si incamminò verso suo padre» (Lc 15,20). Qualunque sia il peso e il numero delle catene che ti irretiscono alla terra, non è mai troppo tardi. Non senza motivo sta scritto che Abramo aveva settantacinque anni quando partì; e che gli operai dell’undecima ora ricevettero lo stesso salario di quelli che avevano lavorato fin dal mattino. E neanche è mai troppo presto. L’incendio di una foresta non può venire spento troppo presto. Vorresti vedere l’anima tua devastata e bruciata? Al battesimo, hai ricevuto l’ordine di ingaggiare un combattimento invisibile contro i nemici della tua anima. Mettiti all’opera. è già tanto tempo che te ne stai a tentennare. Sprofondato nella noncuranza e nella pigrizia, hai sperperato un tempo prezioso. Non ti rimane che ricominciare da capo, perché hai miseramente lasciato appannarsi la limpidezza ricevuta nel battesimo.

Mettiti dunque fin d’ora al lavoro, senza indugio. Non rimandare la tua decisione a questa sera né a domani, né a più tardi, «quando avrò terminato quello che ora ho da fare». Un ritardo può essere fatale. No. Adesso, nell’istante in cui formuli la decisione, devi dimostrare con gli atti che hai preso congedo dal tuo vecchio «io» e che incominci una nuova vita, per conseguire una nuova meta e per nuovi cammini. Alzati, dunque, arditamente e di’: «Signore, concedimi di incominciare adesso! Aiutami». Perché hai soprattutto bisogno dell’aiuto di Dio. Persevera nella tua decisione e non voltarti indietro. L’esempio della moglie di Lot ti serva di lezione: per aver guardato indietro fu cambiata in una colonna di sale (cf. Gen 19,26). Hai abbandonato l’uomo vecchio: non riprendere un tale straccio. Come Abramo, hai udito la voce del Signore dirti: «Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò» (Gen 12,1). È verso questo paese che devi ormai concentrare tutta la tua attenzione.

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La Notizia Cattolica in Evidenza Inserimento del 12 Aprile 2014 Tratto da AVVENIRE

Bimbi, il diritto ad avere mamma e papà

Tutti i bambini hanno il diritto a crescere con accanto due figure di riferimento: la mamma e il papà perché con i bambini "non si gioca" e non "si può sperimentare". Non ha dubbi papa Francesco: per la formazione dell'individuo la famiglia ha un ruolo fondamentale.

Ricevendo i componenti dell'Ufficio Internazionale Cattolico per l'Infanzia (Bice) ha ribadito "il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al suo sviluppo e alla sua maturazione affettiva. Continuando a maturare in relazione alla mascolinità e alla femminilità di un padre e di una madre". Papa Francesco si è poi soffermato sull'"impostazione dei progetti educativi", rilevando che è innanzitutto necessario "sostenere il diritto dei genitori all'educazione morale e religiosa dei propri figli".

Il Pontefice ha messo in evidenza con forza il "rifiuto per ogni tipo di sperimentazione educativa" con i bambini e i ragazzi. "Non sono cavie da laboratorio - ha detto - Gli orrori della manipolazione educativa che abbiamo vissuto nelel grandi dittature genocide del secolo XX non sono spariti, conversano la loro attualità sotto vesti diverse e proposte che, con pretesa di modernità, spingono i bambini e i giovani a cammerale sulla strada dittatoriale del pensiero unico". Citando un recente colloquio con un educatore, il Pontefice ha riferito che, a volte, non si capisce se "si mandi un bambino a scuola o in un campo di rieducazione": in questo caso ha espresso apprezzamento per il lavoro compiuto dal Bice nella tutela dei diritti dei minori.

Un altro tema affrontato nel corso dell'incontro è stato quello degli abusi sui minori. Il Pontefice ha chiesto perdono per il male che alcuni sacerdoti "hanno compiuto, per gli abusi sessuali sui bambini". Il Papa ha assicurato che non verrà fatto nessun "passo indietro" nel "trattamento di questo problema" e nelle "sanzioni". La riflessione è partita dagli abusi commessi su minori da esponenti della Chiesa. "Mi sento chiamato a farmi carico" e "a chiedere perdono" - ha detto Papa Francesco - per tutto il male che alcuni sacerdoti "hanno compiuto, per gli abusi sessuali sui bambini". "La Chiesa è cosciente di questo danno! È un danno personale e morale loro... ma di uomini di Chiesa! E noi non vogliamo compiere un passo indietro in ciò che riguarda il trattamento di questo problema e le sanzioni che devono essere comminate. Al contrario credo che dobbiamo essere molto forti! Con i bambini non si gioca!".

In mattinata papa Francesco ha ricevuto in udienza anche i rappresentanti del Movimento per la Vita, guidati da Carlo Casini, ringraziandoli per il loro servizio a difesa della vita umana, definita dal Pontefice "sacra e inviolabile" fin dal suo concepimento. L'occasione è stata il ventennale del Progetto Gemma (VAI). "L'aborto e l'infanticidio sono delitti abominevoli" ha detto il Pontefice citando le parole del Convicilio Vaticano II. Il Papa ha poi aggiunto a braccio: "Abbiamo parolato die bambini ma vorrei parlare anche dei nonni, l'altra parte della vita!. Perché anche noi dobbiamo curare i nonni perché i bambini e i nonni sono la speranza".

All'udienza erano presenti cinquecento persone, moltissimi i bambini, anche di pochi mesi. "Pensavo di essere entranto in un "Kindergarten" ha scherzato il Papa entrando in sala Clementina. "Quando i bambini piangono - ha scherzato alla fine dell'incontro - è una musica. Ma alcuni piangono per fame, per favore dategli tranquillamente da manigare qui". "Ogni diritto civile - ha sottolineato papa Francesco - poggia sul riconoscimento del primo e fondamentale diritto, quello alla vita". Nel suo intervento ha lanciato un appello a dire no ad un'economia dell'esclusione e dell'inequità: "Questa economia uccide... Si considera l'essere umano in se stesso come un bene di consumo che si può usare e poi gettare. Abbiamo dato inizio a quella cultura dello scarto che addirittura viene promossa. E così viene scartata anche la vita". Il Papa ha anche ringraziato per l'impegno profuso nel sostenere l'iniziativa UNO DI NOI, la proposta di legge europa a difesa del concepito.

Il Papa ha infine raccontanto, parlando a braccio, un episodio capitatogli anni fa, incontrando dei medici. "Uno mi ha chiamato da una parte, aveva un pacchetto e mi ha detto: "Padre, io voglio lasciare questo a lei, sono gli strumenti che ho usato per abortire. Ho trovato il Signore, mi sono pentito, e adesso lotto per la vita! Mi ha consegnato questi strumenti. Pregate per quest'uomo bravo!".


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Libro III
INCOMINCIA IL LIBRO DELLA CONSOLAZIONE INTERIORE


Capitolo I
CRISTO PARLA INTERIORMENTE ALL'ANIMA FEDELE


"Darò ascolto a quello che stia per dire dentro di me il Signore" (Sal 84,9). Beata l'anima che ascolta il Signore che le parla dentro, e accoglie dalla sua bocca la parola di consolazione. Beate le orecchie che colgono la preziosa e discreta voce di Dio, e non tengono alcun conto dei discorsi di questo mondo. Veramente beate le orecchie che danno retta, non alla voce che risuona dal di fuori, ma alla verità, che ammaestra dal di dentro. Beati gli occhi, che, chiusi alle cose esteriori, sono attenti alle interiori. Beati coloro che sanno penetrare ciò che è interiore e si preoccupano di prepararsi sempre più, con sforzo quotidiano, a comprendere le cose arcane del cielo. Beati coloro che bramano di dedicarsi a Dio, sciogliendosi da ogni impaccio temporale.

Comprendi tutto ciò, anima mia, e chiudi la porta dei sensi, affinché tu possa udire quello che ti dice interiormente Iddio, tuo signore. Questo dice il tuo diletto: "Io sono la tua salvezza" (Sal 34,3), la tua pace, la tua vita; stai accanto a me e troverai la pace; lascia tutte le cose che passano, cerca le cose eterne. Che altro sono le cose corporali, se non illusioni? E a che gioveranno tutte le creature, se sarai abbandonata dal Creatore? Oh, anima mia, rinuncia a tutto e fatti cara e fedele al tuo Creatore, così da poter raggiungere la vera beatitudine.

Artigianato Equosolidale
Cristo il Buon Pastore  Artigianato Equosolidale America Latina
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Archivio preghiere per ogni occasione

Preghiamo
Inserimento 12 Aprile 2014



Preghiera per gli anziani

Signore Gesù Cristo,
che hai potere sulla vita e sulla morte,
tu conosci ciò che è segreto e nascosto,
i pensieri e i sentimenti non ti sono velati.

Guarisci i miei raggiri e il male fatto nella mia vita.
Ecco, la mia vita declina di giorno in giorno,
ma i miei peccati crescono.

Signore, Dio delle anime e dei corpi,
tu conosci l'estrema fragilità della mia anima e del mio corpo,
concedimi forza nella mia debolezza,
sostienimi nella mia miseria.

Dammi un animo grato:
che mi ricordi sempre dei tuoi benefici,
non ricordare i miei numerosi peccati,
perdona tutti i miei tradimenti.

Signore, non disdegnare questa preghiera,
la preghiera di questo misero.

Conservami la tua grazia fino alla fine,
custodiscimi come per il passato. Amen.

Efrem il Greco




Caro Angelo custode,
a Te mi rivolgo:
sotto la tua ala protettrice
chiedo riparo e conforto.
La mia solitudine
e la paura del futuro Tu la conosci:
A Te chiedo protezione, luce e forza,
a Te che sono stata affidata
dalla Pietà Celeste.
Amen!




Inserimento del 12 Aprile 2014 - Ogni Giorno Con il Tuo Angelo Custode e Con Madre Teresa



Il Tuo Angelo Custode Ti Parla

Tu non sei completamente un “operaio dell’undicesima ora’, non sei più un operaio assunto di buon mattino, sebbene hai potuto figurare in mezzo a loro. Poco importa oggi. Nella sua immensa generosità, il Maestro della vigna ti pagherà il salario di tutta la giornata. I suoi criteri non sono i vostri; essi sono stabiliti esclusivamente dall’amore (cfr. Mt 20, 1-16).


Madre Teresa di Calcutta

“Sarebbe una vergogna per noi essere più ricche di Gesù che, per amor nostro, si assoggettò alla povertà”.

In Cammino con Padre Pio - Inserimento del 12 Aprile 2014

Il Signore è con voi, combatte con voi, e per voi; e con un si forte guerriero non vi e lecito dubitare del completo trionfo sull’apostata infame ed impuro. Gemete pure davanti a Gesù, bussate assiduamente ai suo divin Cuore fino all’importunità, ma sappiate pure che la sua risposta che vi fa sapere a mezzo mio, non è diversa da quella ch’egli fece all’apostolo delle genti: Sufficit tibi gratia mea. Sì, vegliate sempre sopra di voi medesimo, fuggite l’ozio ed ogni discorso vizioso e tenetevi lontano, per quanto è possibile, da ogni avvicinamento con persone di diverso sesso, tenendo sempre davanti alla mente il detto dell’apostolo che le nostre virtù sono rinchiuse in un vaso fragilissimo. Ritiratevi spesso dentro di voi stesso e siate assiduo alla preghiera, alla meditazione delle cose celesti e procurate di riempire la vostra mente di sane letture dei libri santi. Su quest’ultimo punto, ve ne prego proprio, siate più assiduo e non la tralasciate di praticare.
Ed in tutto vivete in pace con voi medesimo, poiché il nemico, che pesca sempre nel torbido, approfitta dei nostro naturale scoraggiamento per riuscire meglio nei suoi intendimenti. In tutto insomma procurate di diportarvi in modo da non rendere inutile la grazia del Signore che è diffusa nel vostro spirito.

(21 marzo 1916 a P Paolino da Casacalenda - Ep. IV p. 132)

Gianfranco Ravasi è un cardinale, arcivescovo cattolico e biblista italiano, teologo, ebraista ed archeologo. Dal 2007 è presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa e presidente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.


LANTERNA - Archivio Riflessioni Eucaristiche
Archivio Riflessioni Eucaristiche

Luce Dei Miei Passi,
Guida Al Mio Cammino, È La Tua Parola

UN GESTO PROFETICO

L’Eucaristia conferisce un significato al mondo. Da parte di Cristo essa è un gesto profetico. Il gesto compiuto da Gesù la sera del giovedì santo, quando istituisce l’Eucaristia, impegna l’avvenire. Gesù ne è perfettamente cosciente. Il gesto infatti non è qualcosa di esteriore, ma l’espressione più piena della sua vita, che sarà sanzionato dal dono della vita stessa, sul calvario. Cristo offre totalmente se stesso. Questo gesto, anche se compiuto la sera della vita terrestre di Cristo, anche se iscritto e limitato nel tempo e per i discepoli, non si lascia chiudere in questo limitato orizzonte. Esso sfugge al dominio dell’uomo, per riferirsi direttamente a un Dio più grande del cuore dell’uomo. Esso è il gesto del Verbo fatto carne, vero uomo e vero Dio: un Dio risoluto a rimanere con i suoi, presente fra di loro, in tutto lo spessore del carnale e del quotidiano, consapevole insieme che tutto ciò gli è impossibile materialmente. Egli infatti deve ritornare dal Padre: ma ciò è l’unico modo e l’unica possibilità per poter continuare ad essere presente non solamente a un popoio e ad un’epoca, ma a tutti i popoli di tutte le epoche. Il gesto di Gesù è quello dell’amore che va fino alle estreme conseguenze. Un amore che ha bisogno di giungere alla massima espressione per non rimanere incompleto, ma anche un amore che non accetta di essere sottratto all’affetto dei suoi. È un gesto che si ripercuote sulla vita intera del singolo e dell’universo; un gesto che racchiude in sé tutta la storia per farla convergere, in qualche modo, in un punto dove si concentra la potenza della vita. Concentrazione di vita che non è un ricupero, bensì una fioritura, un erompere, in quanto di lì la vita si diffonde a tutto l’universo.

RAYMOND JOHANNY in L’Eucaristia cammino di risurrezione, Elledici 1976, pp. 97-98



La Riflessione di Oggi La Riflessione di Oggi - 12 Aprile 2014
Archivio Autori Antichi o Moderni

Saremo partecipi del mistero pasquale


Saremo partecipi della Pasqua, presentemente ancora in figura (certo già più chiara di quella dell’antica legge, immagine più oscura della realtà figurata), ma fra non molto ne godremo di una più trasparente e più vera, quando il Verbo festeggerà con noi la nuova Pasqua nel regno del Padre. Allora ci manifesterà e insegnerà quelle realtà che non ci mostra ora se non di riflesso.
Infatti quali siano la bevanda e il cibo del nuovo banchetto pasquale, il nostro compito è solo di apprenderlo. Spetta al Verbo di insegnarcelo e comunicarcene il significato. L’insegnamento effettivamente è come un cibo, il cui possessore è colui che lo distribuisce. Entriamo, dunque, nella sfera della legge, delle istituzioni e della Pasqua antica in modo nuovo per poter arrivare alle realtà nuove simboleggiate dalle figure antiche.
Diveniamo partecipi della legge in maniera non puramente materiale, ma evangelica, in modo completo e non limitato e imperfetto, in forma duratura e non precaria e temporanea. Facciamo nostra capitale adottiva non la Gerusalemme terrena, ma la metropoli celeste, non quella che viene calpestata dagli eserciti, ma quella acclamata dagli angeli.
Sacrifichiamo non giovenchi, né agnelli, con corna e unghie, che appartengono più alla morte che alla vita, mancando d’intelligenza. Offriamo a Dio un sacrificio di lode sull’altare celeste insieme ai cori degli angeli. Superiamo il primo velo del tempio, accostiamoci al secondo e penetriamo nel «Santo dei santi». E più ancora, offriamo ogni giorno a Dio noi stessi e tutte le nostre attività. Facciamo come le parole stesse ci suggeriscono. Con le nostre sofferenze imitiamo le sofferenze, cioè la passione di Cristo. Con il nostro sangue onoriamo il sangue di Cristo. Saliamo anche noi di buon animo sulla sua croce. Dolci sono infatti i suoi chiodi, benché duri.
Siamo pronti a patire con Cristo e per Cristo, piuttosto che desiderare le allegre compagnie mondane.
Se sei Simone di Cirene prendi la croce e segui Cristo. Se sei il ladro e se sarai appeso alla croce, se cioè sarai punito, fa’ come il buon ladrone e riconosci onestamente Dio, che ti aspettava alla prova. Egli fu annoverato tra i malfattori per te e per il tuo peccato, e tu diventa giusto per lui. Adora colui che è stato crocifisso per te. Se vieni crocifisso per tua colpa, trai profitto dal tuo peccato. Compra con la morte la tua salvezza, entra con Gesù in paradiso e così capirai di quali beni ti eri privato. Contempla quelle bellezze e lascia che il mormoratore, del tutto ignaro del piano divino, muoia fuori con la sua bestemmia.
Se sei Giuseppe d’Arimatèa, richiedi il corpo a colui che lo ha crocifisso, assumi cioè quel corpo e rendi tua propria, così, l’espiazione del mondo.
Se sei Nicodemo, il notturno adoratore di Dio, seppellisci il suo corpo e ungilo con gli unguenti di rito, cioè circondalo del tuo culto e della tua adorazione.
E se tu sei una delle Marie, spargi al mattino le tue lacrime. Fa’ di vedere per prima la pietra rovesciata, va’ incontro agli angeli, anzi allo stesso Gesù.
Ecco che cosa significa rendersi partecipi della Pasqua di Cristo.

Dai «Discorsi» di san Gregorio Nazianzeno, vescovo
(Disc. 45, 23-24; PG 36, 654-655)

Ogni Giorno Con I Padri della Chiesa Alcuni Brani: Padri della Chiesa

La medicina dell’umiltà

Qual rimedio sarebbe stato più appropriato a ridare salute ai malati, luce ai ciechi, vita ai morti, del fatto che le ferite della superbia fossero curate con la medicina dell’umiltà?
Adamo, trasgredendo i precetti di Dio, introdusse il dominio del peccato; Gesù, nato sotto la legge, ci ha restituito la libertà della giustizia; quello, ossequiente al diavolo fino alla trasgressione, ha meritato che tutti morissero in lui: Questi, « ubbidiente al Padre fino alla morte in croce » (Fil 2,8), ha fatto sì che in lui tutti ricevessero vita.
Quello, desideroso dell’onore degli angeli, perdette la dignità della sua natura, Questi, assumendo lo stato della nostra infermità, ripose fra i celesti coloro per i quali era disceso all’inferno.
Infine: a quello, caduto a causa dell’alterigia, fu detto: « Tu sei terra, e alla terra ritornerai » (Gn 3,19), a Questi, esaltato per la sottomissione, fu detto: « Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi » (Sal 109,1).


Leone Magno, Sermone 25,5

Archivio Padri Della Chiesa: Febbraio - Marzo - Aprile - Maggio - Giugno - Luglio - Agosto - Settembre


Archivio: Archivio Omelia Domenicale di Don Michele diacono della Diocesi di Lucera-Troia (Fg)

Narrare la fede ai figli - Archivio Essere Genitori a cura di Don Michele Cuttano

TUTTI QUANTI ABBIAMO UN ANGELO Domenica 6 Aprile 2014 V Domenica di Quaresima - Anno A Letture: Ezechiele 37,12-14; Salmo 129; Romani 8,8-11; Giovanni 11,1-45
La Famiglia, Dono e Impegno, Speranza dell'Umanità"

Documenti - La Famiglia nel Sentimento e nelle Parole di Giovanni P. II


RAIUNO A sua immagine - Il Papa risponde alle Domande su Gesù - 7 Video RAIUNO A sua immagine - Il Papa risponde alle Domande su Gesù 7 Video
Voglio Confessarmi Bene VOGLIO CONFESSARMI BENE!
"Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero
Lectio Divina Personaggi Biblici
Preghiere Ricevute e inviate a tutta la Mailing_list Una Pillola per lo Spirito Preghiamo Insieme
I Sette doni dello Spirito Santo

I Sette Doni Dello Spirito Santo:
Sapienza Intelletto Consiglio Fortezza Scienza Pietà Timore di Dio


Ultimo Messaggio della Regina della Pace Ultimo Messaggio Medjugorje
2 Aprile 2014

Preghiere di Madre Teresa di Calcutta Scritti Preghiere
e Fioretti di Madre Teresa
Catechesi
di Giovanni Paolo II sull'Eucaristia
Ogni Giorno una Riflessione Tratta dalla Regola di San Benedetto Ogni Giorno una Riflessione Tratta dalla Regola di San Benedetto

Il Mattutino di Gianfranco Ravasi anno 2011
Vedi Anche: La Nostra Selezione di Libri di Gianfranco Ravasi con Sconto dal 10 al 15%


I «sette peccati capitali»:
i vizi a cui si possono ricondurre tutti i peccati umani

«superbia, avarizia, invidia, ira, lussuria, golosità, pigrizia o accidia».


Archivio: Ultimo Inserimento:
In Dialogo il Teologo Risponde


9 Aprile 2014 Perché non dare anche alle donne la possibilità di confessare?

Sono molto felice del fatto che Papa Francesco, con le sue parole e i suoi gesti, ha riavvicinato molte persone al sacramento della Confessione, mettendo l’accento sulla bellezza del perdono e della misericordia di Dio. Nel pensare a queste cose mi è venuta una domanda: non potrebbe essere utile dare anche a donne consacrate (magari che abbiano seguito un particolare percorso di formazione) la possibilità di confessare? Questo potrebbe avvicinare ancora più persone alla Confessione, ad esempio donne che hanno vergogna ad esporre i loro peccati a un sacerdote. Senza contare che da una donna ci si aspetta di essere accolti ancora di più con pazienza e misericordia: si esprimerebbe meglio la tenerezza materna della Chiesa. Forse la mia idea è un po’ troppo rivoluzionaria? di: Rosaria Guida

VAI SU: Risponde padre Valerio Mauro, docente di Teologia sacramentaria alla Facoltà Teologica dell'Italia Centrale.