Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)

Calendario Dei Santi:
Gennaio | Febbraio | Marzo | Aprile | Maggio | Giugno | Luglio | Agosto | Settembre | Ottobre | Novembre | Dicembre

Papa Francesco dal Balcone il 13 Marzo 2013 Preghiamo insieme, nel nome del Signore morto e risorto, e per intercessione di Maria Santissima, perché il Mistero pasquale possa operare profondamente in noi e in questo nostro tempo, perché l’odio lasci il posto all’amore, la menzogna alla verità, la vendetta al perdono, la tristezza alla gioia. Piazza San Pietro - Lunedì dell'Angelo, 1-4-13

Padre Nostro che sei nei Cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno e sia fatta la tua volontà come in Cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con Te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte.

Gloria al Padre, al Figlio ed allo Spirito Santo, come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen


Archivio:Catechesi Video e Testo Integrale Udienze del Mercoledi'
Ultimo Inserimento: PAPA FRANCESCO UDIENZA GENERALE Piazza San Pietro Mercoledì, 8 Ottobre 2014 - La Chiesa - 8. I cristiani non cattolici


Papa Francesco PREGHIERA DELLE CINQUE DITA - Vai al testo e Video


Catechesi di Papa Francesco Testo Integrale e Video I Sette Doni dello Spirito Santo:

Sapienza - Intelletto - Consiglio - Fortezza - Scienza - Pietà - Timore di Dio




Giovedì, 14 novembre 2014 - La giornata dei bambini

Una piccola giornata romana della gioventù. O, meglio ancora, una giornata dei bambini, con tanto di vivace lezione di catechismo a tu per tu con il proprio vescovo. È stata questa l’esperienza vissuta da un gruppo di ragazzi della parrocchia di Santa Maria Madre della Provvidenza, al quartiere Gianicolense, che venerdì mattina, 14 novembre, hanno partecipato alla messa celebrata dal Papa nella cappella della Casa Santa Marta. E per «trasmettere la fede» ai ragazzi di oggi, ha affermato Francesco, servono persone che diano l’esempio «e non le parole».

La loro presenza alla messa non è passata inosservata. «Se guardo da quella parte mi sembra la giornata della gioventù!» ha commentato il Pontefice iniziando la sua omelia e confidando che per lui era come celebrare quella che nelle parrocchie è la «messa dei ragazzi». Ed «è bello guardare i ragazzi» ha rimarcato, perché vuol dire «guardare a un futuro, guardare a una promessa, guardare al mondo che verrà».

Ma — ed è la prima domanda rivolta da Francesco agli adulti, agli educatori — «cosa lasciamo ai ragazzi? Quale esempio diamo?». Soprattutto, ha insistito riferendosi alla seconda Lettera di san Giovanni (1, 3-9) appena proclamata, «insegniamo quello che abbiamo sentito nella prima lettura: camminare nell’amore e nella verità? O lo insegniamo con le parole, ma la nostra vita va da un’altra parte?». Ecco perché il Papa ha tenuto a ribadire che «per noi guardare i ragazzi è una responsabilità». Infatti «un cristiano deve prendersi cura dei ragazzi, dei bambini e trasmettere la fede, trasmettere quello che vive, che è nel suo cuore: noi non possiamo ignorare le piantine che crescono».

Proprio per questo, ha suggerito il Pontefice, «oggi ci farà bene pensare come sia il mio atteggiamento con i bambini, con i ragazzi, con i giovani». E ha proposto un esame di coscienza, attraverso alcune domande: «Com’è il mio atteggiamento? È un atteggiamento di fratello, di padre, di madre, di sorella, che lo fa crescere, o è un atteggiamento di distacco» del tipo «loro crescono, io faccio la mia vita...?».

«È importante» riconoscere bene il nostro comportamento in proposito. Infatti «tutti noi — ha spiegato il Papa — abbiamo una responsabilità di dare il meglio che abbiamo, e il meglio che noi abbiamo è la fede: darla a loro, ma darla con l’esempio. Con le parole non serve. Oggi le parole non servono. In questo mondo dell’immagine, tutti questi hanno il telefonino, e le parole non servono». «Quello che conta davvero è l’esempio». La domanda decisiva da fare a se stessi riguardo all’educazione dei più giovani è dunque: «cosa do loro?».

A questo punto Francesco, guardando verso i banchi dove avevano preso posto i ragazzi della parrocchia romana, si è rivolto direttamente a loro, intessendo un dialogo fatto di botta e risposta: «E voi perché siete venuti a messa? Lo sai? Chi osa dirlo? Perché siete venuti a messa? Avete paura di parlare? Perché? Hanno paura!». E dopo aver salutato il parroco, ha nuovamente invitato i ragazzi a rispondere ad alta voce alla domanda sul motivo della loro presenza alla messa. «Per vederti!» ha detto un ragazzo interpretando il pensiero dei suoi amici. «Per vedere me! Grazie, grazie tante!» ha subito replicato il Papa, aggiungendo: «Anche a me piace vedere voi! E questo che tu hai detto è importante: per vedere una persona, che è il vescovo della città, che è il Papa, che vediamo in tv, ma vogliamo vedere da vicino». Ecco, ha specificato, ciò che significa davvero la risposta «per vederti» data dal ragazzo.

Però, ha consigliato loro, «è anche importante che voi abbiate l’abitudine di vedere le persone grandi, le persone che vi danno un buon esempio». Cioè, ha precisato, «vedere a casa, vedere nella famiglia, vedere il parroco, i sacerdoti, le suore: vedere come sono e come vivono la vita, la vita cristiana».

Poi Francesco ha ripreso il dialogo diretto con i ragazzi: «Tutti voi avete fatto la prima comunione? Sì? Tutti? E la cresima? Nessuno ha fatto la cresima?». Ascoltando le risposte di ciascuno il Papa ha commentato: «Tu non l’hai fatta? Neanche voi? Chi altro non ha fatto la prima comunione? Tu? E la cresima qualcuno l’ha fatta?». Tra i presenti c’erano alcuni ragazzi che riceveranno il sacramento della confermazione proprio la prossima settimana: «Adesso, presto. Benissimo!» li ha incoraggiati Francesco.

Del resto, ha fatto notare ai suoi giovani interlocutori, «questo è un cammino, è un cammino della vita cristiana che inizia». E ha domandato ancora: «Con quale sacramento si inizia la vita cristiana?». Subito è arrivata la risposta dai ragazzi: «Col battesimo!». E il Pontefice: «Bene! Col battesimo si apre la porta della vita cristiana e poi viene quello che diceva, qui, san Giovanni» nella prima lettura: «Camminare nella verità e nell’amore». Questa, ha spiegato Francesco, «è la vita cristiana: credere la verità e amare, amare Dio e amare gli altri». Poi, ha fatto loro notare, «in questo cammino viene la prima comunione, la cresima, il matrimonio...». Si tratta dunque di «un cammino lungo tutta la vita» ed è «importante saperlo vivere, saperlo vivere come Gesù».

Ma le domande del Papa per i ragazzi non sono finite: «In questi sacramenti — vi domando — la preghiera è un sacramento? No. È vero, no. La preghiera non è un sacramento, ma dobbiamo pregare». Proseguendo il vivace colloquio con i ragazzi, Francesco ha detto ancora che è importante «pregare il Signore, pregare Gesù, pregare la Madonna perché ci aiutino in questo cammino della verità e dell’amore».

E riprendendo il filo del discorso con il bambino che, all’inizio del dialogo, gli aveva confidato di essere venuto a Santa Marta per vedere il Papa, ha proseguito: «Siete venuti per vedermi, chi lo aveva detto di voi? Tu! È vero, ma siete venuti anche per vedere Gesù, d’accordo? O lasciamo da parte Gesù?». E ha aggiunto: «Adesso viene Gesù sull’altare e lo vedremo tutti: è Gesù!». Allora «in questo momento dobbiamo chiedere a Gesù che ci insegni a camminare nella verità e nell’amore: lo diciamo insieme? Camminare nella verità e nell’amore». Il Pontefice ha voluto che fossero «soltanto i ragazzi» a ripetere queste parole più volte e a voce sempre più alta. Poi, scherzando, ha chiesto loro perché esitassero a parlare: magari forse — ha detto — perché, vista l’ora, non si erano «ancora svegliati». Infine, sempre insieme ai ragazzi, Francesco ha chiesto «a Gesù che ci dia questa grazia di camminare nella verità e nell’amore».

(da: L'Osservatore Romano, ed. quotidiana, Anno CLIV, n.261, Sab. 15/11/2014)





Entra Archivio Vangelo e Commento di Ogni Giorno Indice Vangelo e Commento del Mese di NOVEMBRE:


LA METANOIA COME CONDIZIONE DI BASE PER ACCEDERE A DIO Si è convertito! Conversione è una parola che noi cristiani pronunciamo con estrema facilità. Il termine greco metanoia vuol dire cambiamento del modo di pensare. Il termine latino, conversio, significa cambiamento di direzione. La metanoia viene prima della conversio. Se non si cambia mentalità difficilmente si cambia direzione: che significa il coraggio di scambiare le mille direzioni che imbrogliano la nostra vita con l’unica direzione che porta alla realizzazione piena della persona in Dio. LA METANOIA COME CONDIZIONE DI BASE PER ACCEDERE A DIO
Bernhard Haring (Böttingen, 10 novembre 1912 – Gars am Inn, 3 luglio 1998) è stato un teologo tedesco. Bernhard Häring è stato uno dei fondatori dell’Accademia Alfonsiana e viene considerato dai suoi successori il più grande teologo morale cattolico del XX secolo.

Un professore universitario ha fatto ai suoi studenti una domanda: - Tutto che c’è nel mondo è stato creato da Dio? Storia Vera Video e Testo:
Un professore universitario ha fatto ai suoi studenti una domanda: - Tutto che c’è nel mondo è stato creato da Dio?

I DIECI COMANDAMENTI Vivere nella libertà di Dio I DIECI COMANDAMENTI



NOVENA DELLE ROSE

NOVENA DELLE ROSE

“Questa novena, se recitata con fede, è una preghiera molto efficace
per ottenere una grazia importante”.




Santissima Trinità Padre, Figlio e Spirito Santo io Vi ringrazio per tutti i favori e le grazie di cui avete arricchito l'anima della Vostra serva Santa Teresa del Bambin Gesù del Volto Santo, Dottore della Chiesa, durante i suoi ventiquattro anni trascorsi su questa terra e, per i meriti di questa Vostra Santa Serva, concedetemi la grazia che ardentemente desidero: ... indicare la grazia richiesta .... se è conforme alla Vostra Santa Volontà e per il bene della mia anima.

Aiutate la mia fede e la mia speranza , o Santa Teresa del Bambin Gesù del Volto Santo; realizzate ancora una volta la Vostra promessa di passare il vostro Cielo a fare del bene sulla terra, permettendo che io riceva una rosa come segno della grazia che desidero ottenere.
Amen

Si recitano a seguito 24 "Gloria al Padre..." in ringraziamento a Dio per i doni concessi a Teresina nei 24 anni della sua vita terrena.


Ad ogni “Gloria”segue l’invocazione:
“Santa Teresa del Bambin Gesù del Volto Santo, prega per noi”.

Vedi Anche:
NOVENA A “MARIA CHE SCIOGLIE I NODI” - 15 Orazioni di Santa Brigida - Novena a Santa Lucia - NOVENA IN ONORE A SAN GIUDA TADDEO - Supplica al Bambino Gesù di Praga - Novena per la Natività della B. V. Maria - Invocazione ai Tre Arcangeli - Novena a San Michele e ai 9 Cori degli Angeli - NOVENA A PADRE PIO - Novena a San Francesco d'Assisi - Corona Angelica - SUPPLICA Alla Beata Vergine Maria Immacolata Della Medaglia Miracolosa - Devozione al Santo Volto - Novena alle Sante Anime del Puragatorio - IL SANTO ROSARIO E LA BOMBA ATOMICA - Preghiere della moltiplicazione o Novena delle 33 Giaculatorie - Novena all’Immacolata concezione - Preghiera per Chiedere la Grazia della Devozione - Novena a Cristo Re - Novena alla Beata Vergine Maria di Loreto - Novena a Dio Padre Onnipotente - Novena di Natale - NOVENA A GESÙ BAMBINO DI PRAGA - Preghiere in Latino - Novena a San Giovanni Bosco - Novena e Preghiera a Nostra Signora di Lourdes - Novena a San Giuseppe - Novena a San Giuseppe Lavoratore - Scuola di umilta' - le regole - 15 Minuti Con Gesù - Novena alla Madonna del Rosario di Pompei - TREDICINA A SANT'ANTONIO DI PADOVA - Devozione delle Tre Ave Marie - Preghiera delle 5 Dita -- Novena alla Madonna del Carmine - Novena delle nove grazie (a San Michele Arcangelo) - Novena a S.Francesco d'Assisi - Novena alla B.V. Maria di Fatima - Novena alla Medaglia Miracolosa - Novena dell'immacolata - Novena alla Beata Vergine Maria di Loreto - Novena di Natale - Novena ai Santi Magi - Novena a San Francesco Saverio - Novena a San Giuseppe - La Via Crucis - La Novena alla Divina Misericordia - Coroncina alla Divina Misericordia - Novena alla Madonna del Rosario di Pompei - Triduo a Santa Gemma (dall'8 al 10 Aprile) - Supplica alla Madonna di Pompei - Coroncina alla Madonna di Fatima - Coroncina allo Spirito Santo - Novena a Santa Rita - Novena allo Spirito Santo - Novena alla Santissima Trinità - Novena al Sacro Cuore di Gesù - Settenario al Preziosissimo Sangue - Coroncina al Preziosissimo Sangue - Novena alla Beata Vergine Maria del Monte Carmelo - Novena a San Benedetto da Norcia - Video Preghiera del Cuore dal Film Isola - Perdono di Assisi - Le sette offerte all'eterno padre - Novena a Dio Padre - Novena dell'assunzione della B.V. Maria


Entra Archivio - Riflessioni di Autori del 900 Archivio - Brani di Autori del 900
Inserimento del 19 Novembre 2014

Non desidero più né la sofferenza né la morte e tuttavia le amo tutt’e due, ma è solo l’amore che mi attrae... Per lungo tempo le ho desiderate; ho avuto la sofferenza e ho creduto di toccare la riva del cielo, ho creduto che il fiorellino sarebbe stato colto nella sua primavera... Ora è solo l’abbandono che mi guida, non ho altra bussola! Non posso più chiedere nulla con ardore eccetto il compimento perfetto della volontà del buon Dio sulla mia anima senza che le creature possano porvi ostacoli. Posso ripetere queste parole del cantico spirituale del nostro padre san Giovanni della Croce: «Nella cella interiore del mio Diletto, ho bevuto e quando sono uscita, in tutta questa pianura non riconoscevo più nulla e persi il gregge che prima seguivo... La mia anima si è impegnata con tutte le sue forze al suo servizio, non custodisco più il gregge, non ho più nessun altro compito perché ora tutto il mio esercizio è quello di amare!...» o ancor meglio: «Dopo che ne ho avuto l’esperienza, l’Amore è così potente in opere che sa trarre profitto da tutto, dal bene o dal male che trova in me, e trasformare la mia anima in sé». O mia cara Madre! Quanto è dolce la via dell’amore. Senza dubbio, si può anche cadere, si possono commettere delle infedeltà, ma l’amore, sapendo trarre profitto da tutto, ha molto presto consumato tutto ciò che può dispiacere a Gesù, non lasciando altro in fondo al cuore che una umile e profonda pace...

Teresa di Lisieux



La fede non si ottiene con il pensiero, ma con l’azione. Non sono le parole e la speculazione che ci insegnano ciò che Dio è, ma l’esperienza. Per lasciar entrare l’aria fresca, bisogna aprire la finestra; per essere abbronzati, bisogna esporsi al sole. Per acquisire la fede, è la stessa cosa; come dicono i santi Padri, non si arriva alla meta standosene comodamente seduti ad aspettare. Imitiamo il figliol prodigo: «Partì e si incamminò verso suo padre» (Lc 15,20). Qualunque sia il peso e il numero delle catene che ti irretiscono alla terra, non è mai troppo tardi. Non senza motivo sta scritto che Abramo aveva settantacinque anni quando partì; e che gli operai dell’undecima ora ricevettero lo stesso salario di quelli che avevano lavorato fin dal mattino. E neanche è mai troppo presto. L’incendio di una foresta non può venire spento troppo presto. Vorresti vedere l’anima tua devastata e bruciata? Al battesimo, hai ricevuto l’ordine di ingaggiare un combattimento invisibile contro i nemici della tua anima. Mettiti all’opera. è già tanto tempo che te ne stai a tentennare. Sprofondato nella noncuranza e nella pigrizia, hai sperperato un tempo prezioso. Non ti rimane che ricominciare da capo, perché hai miseramente lasciato appannarsi la limpidezza ricevuta nel battesimo.

Mettiti dunque fin d’ora al lavoro, senza indugio. Non rimandare la tua decisione a questa sera né a domani, né a più tardi, «quando avrò terminato quello che ora ho da fare». Un ritardo può essere fatale. No. Adesso, nell’istante in cui formuli la decisione, devi dimostrare con gli atti che hai preso congedo dal tuo vecchio «io» e che incominci una nuova vita, per conseguire una nuova meta e per nuovi cammini. Alzati, dunque, arditamente e di’: «Signore, concedimi di incominciare adesso! Aiutami».
Perché hai soprattutto bisogno dell’aiuto di Dio. Persevera nella tua decisione e non voltarti indietro. L’esempio della moglie di Lot ti serva di lezione: per aver guardato indietro fu cambiata in una colonna di sale (cf. Gen 19,26). Hai abbandonato l’uomo vecchio: non riprendere un tale straccio. Come Abramo, hai udito la voce del Signore dirti: «Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò» (Gen 12,1). È verso questo paese che devi ormai concentrare tutta la tua attenzione.
Entra: 26 Brevi e Semplici Capitoli - Iniziazione alla Vita Spirituale

Esicasmo - la preghiera del cuore o preghiera di Gesù. Signore Gesù Cristo Figlio di Dio abbi pietà di me peccatore (o peccatrice)

“Verrà un'epoca in cui i monaci giungeranno alla loro salvezza vivendo in mezzo alla gente” (Silvano del Monte Athos)


Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». (Mc 12, 28s)

Enzo Bianchi Priore di Bose
Enzo Bianchi Priore di Bose - LA PREGHIERA DI GESÙ

Dio “dona la preghiera a colui che prega”
- “Il Signore, vedendo il nostro desiderio e il nostro sforzo di pregare, ci dà il suo aiuto, secondo le parole dei santi: a chi prega con semplicità, Dio accorda il dono della preghiera del cuore”.
Filocalia Amore del Bello Piccola Filocalia - Amore del Bello
Entra alcuni testi di: San Giovanni Crisostomo, San Giovanni Cassiano, San Nilo Sinaita, Sant’Isacco di Ninive, San Massimo il Confessore, San Giovanni Climaco, San Simeone il Nuovo Teologo, San Niceforo il solitario, l’Italiano, San Gregorio Palamàs, San Massimo il brucia capanne , Callisto e Ignazio Xanthopuloi, Teofane il Recluso, San Serafim di Sarov, Vescovo Ignatij Brjancianinov, San Giovanni di Kronstadt , Silvano monaco athonita
Preghiera del Cuore; il Metodo del Pellegrino Russo Preghiera del Cuore; il Metodo del Pellegrino Russo

Il metodo del pellegrino russo, che si può seguire tappa dopo tappa nei Racconti, sebbene faccia spesso riferimento alla Filocalia non è del tutto uguale a quello insegnato da essa........
Risponde Il teologo - Fare posto alla preghiera nella vita quotidiana Risponde Il teologo - Fare posto alla preghiera nella vita quotidiana
Domanda: Spesso mi rendo conto di non essere molto bravo nella preghiera. La Chiesa ci propone tanti modi di pregare, dalla liturgia delle ore al rosario, dall’adorazione eucaristica alla lectio divina... Io però non ho ancora trovato il mio. Forse anche perché sono tutte forme di preghiera pensate per i preti e i religiosi, che possono mettere la preghiera al centro della loro giornata. Mi chiedo se c’è un modo di pregare che possa adattarsi alla vita dei laici, presi tra i mille impegni quotidiani (il lavoro, la famiglia, i servizi in parrocchia, il bisogno di svago e di riposo...) di: Roberto Vitale
La cella da cui nessuno è lontano La Cella da Cui Nessuno è Lontano
I contemplativi sono uomini e donne profetici, “sentinelle”, testimoni della speranza che verrà «il mattino». Sono persone che hanno messo Dio al centro della loro vita e che portano nel «loro cuore e nella loro preghiera» le gioie e le speranze, le difficoltà e sofferenze dell’umanità, «mostrandosi in ogni momento in profonda comunione con essa».......
LE VENTIQUATTRO ORAZIONI di San Nersete Armeno detto il Grazioso (Nerses Shnorhali) (1102-1173) Una per ogni ora del giorno LE VENTIQUATTRO ORAZIONI di San Nersete Armeno detto il Grazioso (Nerses Shnorhali) (1102-1173) Una per ogni ora del giorno Il poeta e ammiratore di Narsete, P. Alishan, che ha dedicato un voluminoso studio alla vita del santo, non esita a paragonare Narsete « il grazioso » con San Bernardo, suo contemporaneo, ed afferma non senza ragione, che nella Chiesa del XII sec. splendevano due luci, di cui una di Oriente, Narsete, e l'altra in Occidente, San Bernardo.
LA PREGHIERA DEL CUORE - cos'è e come si prega LA PREGHIERA DEL CUORE - cos'è e come si prega - Signore Gesù Cristo Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore o peccatrice Nella storia del cristianesimo si constata che, in numerose tradizioni, esisteva un insegnamento sull’importanza del corpo e delle posizioni corporee per la vita spirituale. Grandi santi ne hanno parlato, come Domenico,Teresa d’Avila, Ignazio di Loyola… Inoltre, fin dal IV secolo, incontriamo consigli a questo proposito nei monaci d’Egitto. Più tardi, gli ortodossi hanno proposto un insegnamento sull’attenzione al ritmo del cuore e sulla respirazione. Se ne è parlato soprattutto a proposito della «preghiera del cuore» (o la «preghiera di Gesù», che si rivolge a lui).
ESICASMO - Introduzione - La vocazione all'esichia - Fuge: esichia come solitudine - Tace: esichia come silenzio - Quiesce: rimani nella pace interiore - La Tradizione e i Padri ESICASMO - Introduzione - La vocazione all'esichia - Fuge: esichia come solitudine - Tace: esichia come silenzio - Quiesce: rimani nella pace interiore - La Tradizione e i Padri
ESICASMO LA PREGHIERA - Consigli spirituali dello Starez Ieronimos di Egina LA PREGHIERA - Consigli spirituali dello Starez Ieronimos di Egina
Gregorio il sinaita: Consigli GREGORIO IL SINAITA: Consigli
Tre sono le qualità della preghiera silenziosa: l'austerità, il silenzio, la non considerazione di se stessi, cioè l'umiltà; queste devono essere praticate con fedeltà; continuamente dobbiamo verificare se sono la nostra dimora, perchè dimenticandole non ci incamminiamo fuori di esse. L'una sostiene e custodisce l'altra, da esse nasce la preghiera e cresce in maniera perfetta.
Niceforo il solitario: Trattato della sobrietà e della custodia del cuore NICEFORO IL SOLITARIO: Trattato della sobrietà e della custodia del cuore
Quanti desiderate l'illuminazione miracolosa e divina del nostro Salvatore Gesù Cristo, quanti cercate di sperimentare il fuoco divino nel cuore, e vi sforzate di sentire la consolazione del perdono di Dio, e avete rinunciato ai beni del mondo per entrare in possesso del tesoro sepolto nel campo del cuore, e volete accendere gioiosamente le torce dell'anima, e, per questo, rinunciaste alle realtà presenti, e bramate conoscere e ricevere, con consapevole chiarezza, il regno di Dio presente nel vostro intimo, venite. Vi esporrò la scienza della eterna e celeste vita, il metodo.
LA VERA PREGHIERA - Anthony Bloom LA VERA PREGHIERA - Anthony Bloom
L'evangelo ci insegna che il regno di Dio si trova prima di tutto in noi. Se non siamo capaci di trovare dentro di noi il regno, se non riusciamo a incontrare Dio interiormente, nelle profondità stesse del nostro essere, le probabilità che abbiamo di incontrarlo al di fuori sono estremamente remote.
Pregare come respirare di P. Antonio Maria SICARI religioso, teologo e scrittore italiano. PREGARE COME RESPIRARE di P. Antonio Maria SICARI religioso, teologo e scrittore italiano.
S. Ignazio insegnava nei suoi Esercizi: "Bisogna chiudere gli occhi per guardare Gesù nel proprio cuore, e mormorare le parole del Pater, sulla misura del proprio respiro".
La preghiera continua e la preghiera di Gesù di: Matta El Meskin, (Matteo il Povero) LA PREGHIERA CONTINUA e la preghiera di Gesù di: Matta El Meskin, (Matteo il Povero)

Credi in Dio? Allora che Dio sia la base di tutti i tuoi comportamenti; con lui accogli tutto ciò che incontri nella vita, felicità o tristezza. Che la tua fede non cambi ogni giorno a seconda delle circostanze. Non lasciare che sia il successo ad aumentare la tua fede, né il fallimento, la perdita e la malattia a indebolirla o ad annientarla.
Vivere della stessa vita di Dio, in Cristo; partecipare al suo mistero, vivere il segreto di Dio che si rivela al nostro cuore. Vivere della Stessa Vita di Dio, in Cristo; partecipare al suo mistero, vivere il segreto di Dio che si rivela al nostro cuore. - Mi è stato chiesto di presentare in quattro parole chiave la vita spirituale. Ho scelto queste quattro parole in coppia: Segreto/Mistero, Lotta/Fatica, Relazione/Comunione, Umiltà/Letizia. Cercherò di declinarle, nel loro significato e nelladinamica che comportano per il nostro cuore, in quattro puntate. Di: p. ELIA CITTERIO - FRATELLI CONTEMPLATIVI DI GESU’ – 15060 CAPRIATA D’ORBA (AL) - Tratto dalla rivista “In caritate Christi”, delle Suore Elisabettine di Padova, anno 2010.
Regole Per Una Vita Devota (di Platone, arcivescovo di Kostroma) REGOLE Per Una Vita Devota (di Platone, arcivescovo di Kostroma) Inizia ogni mattino come se avessi appena deciso di diventare un cristiano e di vivere secondo i comandamenti di Dio. Andando a fare i tuoi doveri, sforzati di fare tutto alla gloria di Dio. Non iniziare nulla senza preghiera, perché tutto ciò che facciamo senza pregare alla fine si rivela futile o dannoso. Le parole del Signore sono vere: "Senza di me, non potete fare niente."


La Notizia Cattolica in Evidenza Inserimento del 19 Novembre 2014 Tratto da AVVENIRE
Dolore e tensione, Israele sotto choc

Torna il terrore a Gerusalemme: due palestinesi hanno fatto irruzione in una sinagoga nel sobborgo di Har Nof con armi da fuoco e mannaie uccidendo 4 israeliani e ferendone altri 7, di cui due sono in condizioni critiche. I terroristi, i due cugini Rassan e Adi Abu al-Jamal del quartiere Jabel Mukaber di Gerusalemme Est, sono stati uccisi dalla sicurezza. Tra le vittime, in tre hanno cittadinanza americana - il rabbino Moshe Twersky, a capo della yeshiva Torat Moshe, il rabbino Kalman Zee Levine e Aryeh Kupinsky - mentre la quarta è britannica, il rabbino 43enne Avraham Shmuel Goldberg.

Immediata la reazione del premier Benjamin Netanyahu che ha promesso di "rispondere duramente". Come prima misura, nel corso della riunione del gabinetto di sicurezza, il premier ha ordinato la demolizione delle abitazioni dei due attentatori. Israele reagirà "con mano pesante a questo brutale assassinio di ebrei", aveva avvertito in mattinata, definendo l'attacco "il diretto risultato dell'incitamento di Hamas e Abu Mazen, che la comunità internazionale irresponsabilmente ignora". Le immagini della strage hanno destato profondo turbamento in Israele, anche perchè ogni vittima era ancora avvolta nel proprio 'talled', il manto rituale delle preghiere ebraiche. Secondo quanto riportano i media, alcuni dei fedeli ebrei feriti nell'attacco sono in gravissime condizioni. Non è chiaro ancora se l'aggressione sia avvenuta con armi da fuoco oppure con asce e coltelli, ma secondo un portavoce militare testimoni sul posto parlano di "scena terrificante".

Una responsabilità subito rivendicata da Hamas come rappresaglia alla tensione sulla Spianata delle Moschee e alla morte ieri dell'autista palestinese di una ditta di autobus israeliana. Poco dopo, insieme agli elogi della Jihad Islamica, è arrivata anche la rivendicazione del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina (Fplp), secondo cui a compiere l'attentato sono stati due suoi membri. Le radio palestinesi hanno descritto gli assalitori come "martiri". In segno di giubilo per l'attentato avvenuto oggi in una sinagoga di Gerusalemme, attivisti di Hamas hanno distribuito dolciumi ai passanti nelle strade di Gaza (le immagini, riprese dalle reti sociali palestinesi, sono state rilanciate su Twitter dal portavoce militare israeliano).

Da parte sua, Abu Mazen ha condannato "l'uccisione di fedeli in una sinagoga", ma allo steso tempo ha chiesto che Gerusalemme "ponga fine alle incursioni alla Spianata delle Moschee, alle provocazioni da parte dei coloni e all'incitamento (alla violenza) da parte di alcuni ministri del governo israeliano".

Un coro unanime di condanna e cordoglio è stato espresso dalla comunità internazionale, a cominciare dal segretario di Stato americano, John Kerry, che ha parlato di "atto di puro terrore". La "più ferma condanna per l'ignobile attacco armato di gravità inaudita" è stata pronunciata anche dal ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, e l'Alto rappresentante Ue per la Politica estera, Federica Mogherini, ha esortato a condannare l'attacco "in tutti i modi", facendo appello ai leader della regione "perchè lavorino insieme e facciano il possibile per calmare la situazione ed evitare ulteriori escalation". Quello odierno è solo l'ultimo di una serie di attentati contro gli israeliani che nelle ultime settimane hanno provocato la morte di almeno 4 persone, tra cui una neonata di tre mesi. Opera di "lupi solitari" che hanno colpito, investendo i passanti con le auto o attaccandoli con il coltello. Ma per il presidente israeliano, Reuven Rivlin, ormai si deve parlare di una "campagna deliberata e non di una serie casuale di eventi".




La Riflessione di Oggi

Messaggio da Medjugorje di Domenica 2 Novembre 2014

Cari figli, sono con voi con la benedizione di mio Figlio, con voi che mi amate e che cercate di seguirmi. Io desidero essere anche con voi, che non mi accogliete. A tutti voi apro il mio Cuore pieno d’amore e vi benedico con le mie mani materne. Sono una Madre che vi capisce: ho vissuto la vostra vita e ho provato le vostre sofferenze e gioie. Voi, che vivete il dolore, comprendete il mio dolore e la mia sofferenza per quei miei figli che non permettono che la luce di mio Figlio li illumini, per quei miei figli che vivono nelle tenebre. Per questo ho bisogno di voi, di voi che siete stati illuminati dalla luce e che avete compreso la verità. Vi invito ad adorare mio Figlio, affinché la vostra anima cresca e raggiunga una vera spiritualità. Apostoli miei, allora potrete aiutarmi. Aiutare me significa pregare per coloro che non hanno conosciuto l’amore di mio Figlio. Pregando per loro, voi mostrate a mio Figlio che lo amate e lo seguite. Mio Figlio mi ha promesso che il male non vincerà mai, perché qui ci siete voi, anime dei giusti: voi, che cercate di dire le vostre preghiere col cuore; voi, che offrite i vostri dolori e sofferenze a mio Figlio; voi, che comprendete che la vita è soltanto un battito di ciglia; voi, che anelate al Regno dei Cieli. Tutto ciò vi rende miei apostoli e vi conduce al trionfo del mio Cuore. Perciò, figli miei, purificate i vostri cuori ed adorate mio Figlio. Vi ringrazio!

Dato a Mirjana Dragicevic, il 2 Novembre 2014

Entra Testo Integrale Imitazione di Cristo Imitazione di Cristo Archivio Imitazione di Cristo

Libro III
INCOMINCIA IL LIBRO DELLA CONSOLAZIONE INTERIORE


Capitolo I
CRISTO PARLA INTERIORMENTE ALL'ANIMA FEDELE


"Darò ascolto a quello che stia per dire dentro di me il Signore" (Sal 84,9). Beata l'anima che ascolta il Signore che le parla dentro, e accoglie dalla sua bocca la parola di consolazione. Beate le orecchie che colgono la preziosa e discreta voce di Dio, e non tengono alcun conto dei discorsi di questo mondo. Veramente beate le orecchie che danno retta, non alla voce che risuona dal di fuori, ma alla verità, che ammaestra dal di dentro. Beati gli occhi, che, chiusi alle cose esteriori, sono attenti alle interiori. Beati coloro che sanno penetrare ciò che è interiore e si preoccupano di prepararsi sempre più, con sforzo quotidiano, a comprendere le cose arcane del cielo. Beati coloro che bramano di dedicarsi a Dio, sciogliendosi da ogni impaccio temporale.

Comprendi tutto ciò, anima mia, e chiudi la porta dei sensi, affinché tu possa udire quello che ti dice interiormente Iddio, tuo signore. Questo dice il tuo diletto: "Io sono la tua salvezza" (Sal 34,3), la tua pace, la tua vita; stai accanto a me e troverai la pace; lascia tutte le cose che passano, cerca le cose eterne. Che altro sono le cose corporali, se non illusioni? E a che gioveranno tutte le creature, se sarai abbandonata dal Creatore? Oh, anima mia, rinuncia a tutto e fatti cara e fedele al tuo Creatore, così da poter raggiungere la vera beatitudine.



Archivio preghiere per ogni occasione

Preghiamo
Inserimento 19 Novembre 2014


Donarmi

" Padre mio,
io mi abbandono a Te:
fa’ di me ciò che Ti piace!

Qualunque cosa Tu faccia di me,
Ti ringrazio.

Sono pronto a tutto, accetto tutto, purché
la Tua volontà si compia in me e in tutte le
Tue creature.

Non desidero niente altro, mio Dio.

Rimetto la mia anima nelle tue mani;
Te la dono, mio Dio,
con tutto l’amore del mio cuore,
perché Ti amo.

Ed è per me un'esigenza d'amore il donarmi
il rimettermi nelle Tue mani senza misura,
con una confidenza infinita: poichè Tu sei il
Padre mio "

Padre De Foucauld








Gianfranco Ravasi è un cardinale, arcivescovo cattolico e biblista italiano, teologo, ebraista ed archeologo. Dal 2007 è presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa e presidente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.


LANTERNA - Archivio Riflessioni Eucaristiche
Archivio Riflessioni Eucaristiche

Luce Dei Miei Passi,
Guida Al Mio Cammino, È La Tua Parola

UN GESTO PROFETICO

L’Eucaristia conferisce un significato al mondo. Da parte di Cristo essa è un gesto profetico. Il gesto compiuto da Gesù la sera del giovedì santo, quando istituisce l’Eucaristia, impegna l’avvenire. Gesù ne è perfettamente cosciente. Il gesto infatti non è qualcosa di esteriore, ma l’espressione più piena della sua vita, che sarà sanzionato dal dono della vita stessa, sul calvario. Cristo offre totalmente se stesso. Questo gesto, anche se compiuto la sera della vita terrestre di Cristo, anche se iscritto e limitato nel tempo e per i discepoli, non si lascia chiudere in questo limitato orizzonte. Esso sfugge al dominio dell’uomo, per riferirsi direttamente a un Dio più grande del cuore dell’uomo.

Esso è il gesto del Verbo fatto carne, vero uomo e vero Dio: un Dio risoluto a rimanere con i suoi, presente fra di loro, in tutto lo spessore del carnale e del quotidiano, consapevole insieme che tutto ciò gli è impossibile materialmente. Egli infatti deve ritornare dal Padre: ma ciò è l’unico modo e l’unica possibilità per poter continuare ad essere presente non solamente a un popoio e ad un’epoca, ma a tutti i popoli di tutte le epoche.

Il gesto di Gesù è quello dell’amore che va fino alle estreme conseguenze. Un amore che ha bisogno di giungere alla massima espressione per non rimanere incompleto, ma anche un amore che non accetta di essere sottratto all’affetto dei suoi. È un gesto che si ripercuote sulla vita intera del singolo e dell’universo; un gesto che racchiude in sé tutta la storia per farla convergere, in qualche modo, in un punto dove si concentra la potenza della vita. Concentrazione di vita che non è un ricupero, bensì una fioritura, un erompere, in quanto di lì la vita si diffonde a tutto l’universo.


RAYMOND JOHANNY in L’Eucaristia cammino di risurrezione, Elledici 1976, pp. 97-98



La Riflessione di Oggi La Riflessione di Oggi - 19 Novembre 2014
Archivio Autori Antichi o Moderni

Il cuore del giusto esulterà nel Signore

«Il giusto gioirà nel Signore e riporrà in lui la sua speranza, i retti di cuore ne trarranno gloria» (Sal 63, 11). Questo abbiamo cantato non solo con la voce, ma anche col cuore. Queste parole ha rivolto a Dio la coscienza e la lingua cristiana. «Il giusto gioirà», non nel mondo, ma «nel Signore». «Una luce si è levata per il giusto», dice altrove, «gioia per i retti di cuore» (Sal 96, 11). Forse vorrai chiedere donde venga questa gioia. Ascolta: «Si rallegrerà in Dio il giusto» e altrove: «Cerca la gioia nel Signore, esaudirà i desideri del tuo cuore» (Sal 36, 4).
Che cosa ci viene ordinato e che cosa ci viene dato? Che cosa ci viene comandato e che cosa ci viene donato? Di rallegrarci nel Signore! Ma chi si rallegra di ciò che non vede? O forse noi vediamo il Signore? Questo è solo oggetto di promessa. Ora invece «camminiamo nella fede, finché abitiamo nel corpo siamo in esilio, lontano dal Signore» (2 Cor 5, 7. 6). Nella fede e non nella visione. Quando nella visione? Quando si compirà ciò che dice lo stesso Giovanni: «Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è» (1 Gv 3, 2).
Allora conseguiremo grande e perfetta letizia, allora vi sarà gioia piena, dove non sarà più la speranza a sostenerci, ma la realtà stessa a saziarci. Tuttavia anche ora, prima che arrivi a noi questa realtà, prima che noi giungiamo alla realtà stessa, rallegriamoci nel Signore. Non reca infatti piccola gioia quella speranza a cui segue la realtà.
Ora dunque amiamo nella speranza. Ecco perché la Scrittura dice: «Il giusto gioirà nel Signore» e subito dopo, perché questi ancora non vede la realtà, essa aggiunge: «e riporrà in lui la sua speranza».
Abbiamo tuttavia le primizie dello spirito e forse già qualcosa di più. Infatti già ora siamo vicini a colui che amiamo. Già ora ci viene dato un saggio e una pregustazione di quel cibo e di quella bevanda, di cui un giorno ci sazieremo avidamente.
Ma come potremo gioire nel Signore, se egli è tanto lontano da noi? Lontano? No. Egli non è lontano, a meno che tu stesso non lo costringa ad allontanarsi da te. Ama e lo sentirai vicino. Ama ed egli verrà ad abitare in te.
«Il Signore è vicino: non angustiatevi per nulla» (Fil 4, 5-6). Vuoi vedere come egli sta con te, se lo amerai? «Dio è amore» (1 Gv 4, 8).
Ma tu vorrai chiedermi: Che cos’è l’amore? L’amore è la virtù per cui amiamo. Che cosa amiamo? Un bene ineffabile, un bene benefico, il bene che crea tutti i beni. Lui stesso sia la tua delizia, poiché da lui ricevi tutto ciò che causa il tuo diletto. Non parlo certo del peccato. Infatti solo il peccato tu non ricevi da lui. Eccetto il peccato, tu hai da lui tutte le altre cose che possiedi.

Dai «Discorsi» di sant’Agostino, vescovo
(Disc. 21, 1-4; CCL 41, 276-278)

Ogni Giorno Con I Padri della Chiesa Alcuni Brani: Padri della Chiesa

La medicina dell’umiltà

Qual rimedio sarebbe stato più appropriato a ridare salute ai malati, luce ai ciechi, vita ai morti, del fatto che le ferite della superbia fossero curate con la medicina dell’umiltà?
Adamo, trasgredendo i precetti di Dio, introdusse il dominio del peccato; Gesù, nato sotto la legge, ci ha restituito la libertà della giustizia; quello, ossequiente al diavolo fino alla trasgressione, ha meritato che tutti morissero in lui: Questi, « ubbidiente al Padre fino alla morte in croce » (Fil 2,8), ha fatto sì che in lui tutti ricevessero vita.
Quello, desideroso dell’onore degli angeli, perdette la dignità della sua natura, Questi, assumendo lo stato della nostra infermità, ripose fra i celesti coloro per i quali era disceso all’inferno.
Infine: a quello, caduto a causa dell’alterigia, fu detto: « Tu sei terra, e alla terra ritornerai » (Gn 3,19), a Questi, esaltato per la sottomissione, fu detto: « Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi » (Sal 109,1).


Leone Magno, Sermone 25,5

Archivio Padri Della Chiesa: Febbraio - Marzo - Aprile - Maggio - Giugno - Luglio - Agosto - Settembre



RAIUNO A sua immagine - Il Papa risponde alle Domande su Gesù - 7 Video RAIUNO A sua immagine - Il Papa risponde alle Domande su Gesù 7 Video
Voglio Confessarmi Bene VOGLIO CONFESSARMI BENE!
"Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero
Lectio Divina Personaggi Biblici Preghiere Ricevute e inviate a tutta la Mailing_list Una Pillola per lo Spirito Preghiamo Insieme
I Sette doni dello Spirito Santo

I Sette Doni Dello Spirito Santo:
Sapienza Intelletto Consiglio Fortezza Scienza Pietà Timore di Dio


Ogni Giorno una Riflessione Tratta dalla Regola di San Benedetto Ogni Giorno una Riflessione Tratta dalla Regola di San Benedetto Preghiere di Madre Teresa di Calcutta Scritti Preghiere
e Fioretti di Madre Teresa

Il Mattutino di Gianfranco Ravasi anno 2011
Vedi Anche: La Nostra Selezione di Libri di Gianfranco Ravasi con Sconto dal 10 al 15%


I «sette peccati capitali»:
i vizi a cui si possono ricondurre tutti i peccati umani

«superbia, avarizia, invidia, ira, lussuria, golosità, pigrizia o accidia».


Archivio: Ultimo Inserimento:
In Dialogo il Teologo Risponde



Come è nata la suddivisione dei Vangeli in capitoli e paragrafi?

I Vangeli che ho a casa sono divisi per capitoli e per paragrafi, ogni paragrafo ha il suo titolo. Nelle versioni della Cei 2008 che ho trovato in rete la divisione per paragrafi è sparita: è una scelta ufficiale? Qual è il motivo? Qual è la storia della suddivisione dei Vangeli in capitoli e paragrafi?



VAI SU: Risponde don Filippo Belli, docente di Sacra Scrittura alla Facoltà teologica dell'Italia Centrale.