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Giovani e volontariato: è boom - Il progetto Con-tatto




Eccoli i giovani che sorprendono. Per qualità e quantità dell'impegno. Se i numeri non sono tutto, in casi come questo fanno veramente impressione. Un esercito di 1800 ragazzi delle scuole superiori ha svolto in questi mesi attività di volontariato presso associazioni o enti della provincia. Attività di poche ore in alcuni casi, ma anche un impegno prolungato per più settimane in altri. E' il Progetto Con-tatto, di cui Gv ha parlato nel numero 44 del 2007, quando era stata avviata l'edizione 2007-2008, ma che ora merita un aggiornamento visti i risultati raggiunti: 1807 ragazzi hanno già partecipato come volontari in questo periodo, da ottobre a febbraio. Per capire il successo dell'iniziativa, basti dire che lo scorso anno i ragazzi coinvolti attivamente erano stati 700 (già una cifra importante) e nel periodo intero, da ottobre fino a giugno. Siamo già a più del doppio e solo a metà percorso.

Insomma, è boom di volontari tra i giovanissimi. Cosa, di per sé, niente affatto scontata. Non a caso l'iniziativa, promossa dal Comune di Venezia, dalla Provincia, dal Centro servizi per il volontariato e dall'Avis, era partita per avvicinare i giovani al tema della gratuità: dato per assodato che nelle associazioni di volontariato è pressante il tema del ricambio generazionale, con il problema comune un po' a tutti di avvicinare le giovani generazioni, si era partiti con questo progetto. Da una parte, quindi, si trattava di trovare la chiave giusta per avvicinare i giovani a queste realtà. E dall'altra si voleva iniziare un percorso con i ragazzi, finalizzato a promuovere una sensibilità diversa, fatta di altruismo e gratuità. Un “contatto” tra i due mondi che si sta rivelando proficuo.

Il progetto, si ricorderà, si articola in una prima fase di elaborazione dei progetti con le associazioni e poi un successivo incontro nelle scuole. A questo proposito vale la pena ricordare che, grazie all'adesione al Progetto da parte della Provincia, gli istituti superiori coinvolti hanno valicato i confini del Comune di Venezia raggiungendo tutti i principali centri della provincia: i numeri al momento dicono che un migliaio di ragazzi proviene dalle scuole del capoluogo, il resto dagli altri centri.
<+sott nel testo>Dal “dottor clown” al doposcuola per i bimbi. <+normale>Nelle scuole un gruppo di operatori illustra il progetto proponendo un ventaglio di possibilità. I ragazzi interessati prendono contatto (si perdoni il gioco di parole) e vengono “dirottati” presso l'ente o l'associazione che preferiscono: c'è una fase di elaborazione del progetto nella quale gli stessi ragazzi vengono coinvolti. Vi sono progetti individuali e di gruppo, attività di poche ore o prolungate nel tempo. I campi sono i più diversi, dal doposcuola per i bimbi delle elementari al “dottor clown” nelle corsie d'ospedale, dai laboratori di trucco per il Carnevale (con conseguente raccolta di fondi) alla presenza nei negozi del commercio equosolidale.

«Credo che il merito di questo straordinario risultato - commenta l'assessore alle Politiche sociali del Comune di Venezia Delia Murer - nasca dal lavoro svolto e dalla capacità di coinvolgimento che ne è scaturita, sia dalle scuole che dalle associazioni. Si è capito soprattutto che il Progetto non intendeva solo far conoscere alcune realtà, ma metterle insieme in modo operativo. In questo senso vanno ringraziati tutti coloro che si sono impegnati, gli operatori del servizio, le associazioni, le scuole».
Finora nelle 20 scuole coinvolte (dieci nel comune di Venezia, altrettante nel territorio della Provincia) sono stati “contattati” 6371 ragazzi: a tutti questi, cioè, è stato proposto di mettersi in gioco e di mettere a disposizione del prossimo un po' del proprio tempo. Hanno risposto in 1807, quasi uno su tre. Una risposta altissima, insomma. «Ci è stata offerta una visuale sui giovani - aggiunge l'assessore Murer - davvero controcorrente. Stanno dimostrando una grandissima sensibilità».
E' il segno che la scintilla della gratuità in queste giovani generazioni c'è eccome. Basta saperla accendere.


di: Serena Spinazzi Lucchesi
Tratto da Gente Veneta , no.9 del 2008





inserimento in data 3 Marzo 2008







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