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La grande beffa dei farmaci donati. IL CASO, SCHIAFFO AI POVERI . In beneficenza medicine quasi scadute


E’ successo e non deve succedere più. I cittadini spendono i loro soldi per acquistare medicinali per i poveri e non devono essere presi in giro. Tra l’altro, spesso a donare è gente che si priva di qualcosa per sé». Il monito è di suor Angela Pozzoli, responsabile dei gruppi di Volontariato Vincenziano, una delle realtà torinesi più a contatto con la povertà. Qui oggetti e prodotti mantengono tutto il loro valore, non sono per niente intaccati dal tarlo del consumismo. Per questo, quanto è accaduto nei giorni scorsi, alla consegna degli scatoloni di medicine frutto della raccolta del Banco Farmaceutico, per suor Angela è davvero spiacevole.

«Quando ho controllato il contenuto delle scatole, mi sono accorta - ricorda la combattiva Figlia della Carità - che le tipologie di medicinali rispettavano le nostre richieste, ma le date di scadenza erano molto molto vicine. Troppo vicine, trattandosi di preparati utili soprattutto in inverno, nei periodi caldi delle influenze». La giornata di raccolta del Banco - quando i clienti delle farmacie sono stati invitati ad acquistare un farmaco da donare ai poveri - è stata il 9 febbraio. Il ritiro degli scatoloni è avvenuto a marzo inoltrato. Quelli destinati al centro vicnenziano di via Saccarelli 2 provenivano dalla farmcacia comunale di piazza Statuto 4.

«È evidente e abbastanza logico che quei farmaci devono poter essere usati anche l’inverno prossimo. Salvo che sia preveda un’epidemia influenzale in settembre...», sorride amaro suor Angela. A scorrere l’elenco, metà fornitura scadrà prima della fine dell’anno. Esempi? 16 scatole di Fluimucil dopo luglio non più utilizzabili, 12 pomate dermatologiche ko in ottobre. Insomma: un danno per i cittadini generosi, il Banco Farmaceutico, il volontariato, i poveri.

«Il centro vincenziano - spiega Clara Cairola Mellano, volontaria responsabile del banco Farmaceutico di Torino - è stato abbinato alla farmacia comunale 43. Devo dire che in otto anni non è mai accaduto un episodio simile. Ne abbiamo parlato con la responsabile delle farmacie comunali e abbiamo ottenuto subito il cambio dei prodotti. Quella farmacia, comunque, ha agito nella legge: le norme consentono di vendere anche farmaci prossimi alla scadenza». Ma il privato di solito non torna a casa con lo sciroppo valido solo per pochi mesi... «Infatti, particolarmente in occasione della nostra raccolta, viste le finalità, le farmacie sono attente». La vicenda è stata segnalata all’Ordine dei Farmacisti.







MARIA TERESA MARTINENGO

tratto da: http://www.lastampa.it



inserimento in data 21 Marzo 2008








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