Ascolta e Medita Ottobre 2019

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Preghiere e Commenti a cura di: Silvia e Paolo Sciotti



Martedì 1 ottobre 2019
Zc 8, 20–23; Sal 86
Vangelo secondo Luca (9, 51–56)
Salterio: seconda settimana


Preghiera Iniziale

Dio, abisso insondabile di pace,
oceano ineffabile d'amore,
fonte d'ogni benedizione,
dispensatore di ogni consolazione,
che invii la pace a chi l'accoglie;
aprici in questo giorno
l'oceano del tuo amore
e, a fiumi ricolmi, irrigaci
con le ricchezze della tua grazia.
(Dalla Liturgia siriaca)

Ascolta - Vangelo

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l'ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme.
Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.


Medita

Le ascensioni che piacciono a noi sono quelle che conducono verso il successo, verso la gloria, verso il benessere. L'ascensione di Gesù verso Gerusalemme, del vangelo di oggi, significa andare incontro alla morte, verso la disfatta totale.
I discepoli non vogliono credere che il seguire Gesù possa significare un fallimento totale delle loro aspettative e dei loro sogni di grandezza. Non si rassegnano all'idea che il Figlio di Dio, che compie prodigi e risuscita i morti, debba poi lui stesso soccombere alle trame degli uomini. Al rifiuto degli apostoli segue quello degli abitanti di un villaggio, dove sono giunti i discepoli per preparare la venuta del Cristo. «Ma essi non vollero riceverlo, perché era diretto verso Gerusalemme». Il motivo del rifiuto è lo stesso che scandalizza gli apostoli. È lo scandalo della croce che, prima ancora di essere innalzata, già sconvolge le menti dei deboli. Ci vuole fede grande e fortezza incrollabile per comprendere il piano divino di salvezza.
L'iter della croce ha in sé una sua radicalità perché sgorga da un amore misericordioso infinito, non accessibile a menti umane. Il ritorno a Dio attraverso la croce non è solo la missione di Cristo redentore, ma da quel primo tragitto è diventata la via di salvezza per ogni uomo che sa identificarsi con lui. Dobbiamo «aggiungere» quello che manca ai patimenti di Cristo, la nostra libera e gioiosa partecipazione ai suoi dolori e alla sua crudele passione. Ora ci appare del tutto ingiustificata e perfino assurda la reazione violenta di Giacomo e Giovanni: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?».
Il rimprovero di Gesù è per loro e per tutti noi, che spesso non siamo capaci di seguirlo sulla via del calvario e diventiamo poi intransigenti verso coloro che sperimentano le stesse nostre fatiche. Amare il fratello vuol dire saperlo comprendere, specialmente lì dove ha difficoltà in qualunque sequela. (Cerco il Tuo volto—Commento a cura dei Monaci Benedettini)

Per Riflettere

“Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme”. Ecco da dove arriva la grazia e la forza per seguire Gesù: dal Suo dono totale giunge la nostra libertà di amare, anche quando ci è chiesto di andare a Gerusalemme, città della Croce e della Resurrezione.


Preghiera Finale

O Gesù, mio amore, ho trovato finalmente la mia vocazione.
La mia vocazione è l'amore!
Sì, ho trovato il mio posto nella Chiesa,
e questo mio posto, o Dio, mi è stato assegnato da Te;
nel cuore della Chiesa io sarò l'amore!
Così sarò tutto.
O faro luminoso dell'amore, io so come giungere fino a te;
ho trovato il modo di far mie le tue fiamme.
Mio Dio, io so che l'amore non si compensa che con l'amore
e per questo appunto ho cercato il mezzo di confortare il mio cuore,
rendendoti amore per amore.
(Santa Teresa del Bambino Gesù)

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