Ascolta e Medita Ottobre 2019

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Preghiere e Commenti a cura di: Silvia e Paolo Sciotti



Giovedì 10 ottobre 2019
Ml 3, 13–20a; Sal 1
Vangelo secondo Luca (11, 5–13)


Preghiera Iniziale

Signore, non si inorgoglisce il mio cuore
e non si leva con superbia il mio sguardo;
non vado in cerca di cose grandi,
superiori alle mie forze.
Io sono tranquillo e sereno
come un bimbo svezzato in braccio a sua madre,
come un bimbo svezzato è l'anima mia.
Speri Israele nel Signore,
ora e sempre.
(Salmo 130)

Ascolta - Vangelo

In quel tempo, Gesù disse ai discepoli: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall'interno gli risponde: “Non m'importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

Medita

Se la preghiera è essenzialmente comunione di amore con Dio, non possiamo mai e poi mai desistere dal praticarla perché resteremmo privi di ciò che è essenziale per la nostra vita. Alcuni si interrogano sul perché dobbiamo reiterare le nostre richieste al Signore, se lui tutto vede e tutto conosce. La risposta è insita nella nostra natura umana corrotta dal peccato: dobbiamo colmare con la preghiera la distanza che noi abbiamo stabilito dal nostro Padre celeste, lasciando la casa paterna per vagare nell'illusione della libertà. Nell'umiltà della preghiera possiamo manifestare a Lui le nostre debolezze e implorare la sua forza.
Non possiamo dimenticare poi la nostra fragilità e il bisogno estremo di conoscere la volontà di Dio, il suo piano di salvezza per tutti noi. Noi istintivamente aneliamo al bene, ma non siamo capaci né di conoscerlo, né di amarlo, né di praticarlo. Bisogna allora chiedere, cercare, bussare affinché il nostro cuore si riapra a Dio e il suo al nostro. Così rinasce l'amore, così riscopriamo il vero bene, così, pregando senza stancarci mai, impariamo l'arte sublime della preghiera. L'approdo a cui la preghiera ci conduce è la certezza di essere amati e di essere capaci di amare come Dio vuole. Scopriamo così di essere suoi figli, di essere fratelli, di dover seguire le sue vie, di essere finalmente capaci di comprendere ciò che è davvero essenziale per la nostra vita. (Cerco il Tuo volto—Commento a cura dei Monaci Benedettini)

Per Riflettere

Pregando, s'impara a pregare, e si gustano i frutti dello Spirito che fanno vera e bella la vita… Pregando, si diventa amore, e la vita acquista il senso e la bellezza per cui è stata voluta da Dio. Pregando, si avverte sempre più l'urgenza di portare il Vangelo a tutti, fino agli estremi confini della terra. Pregando, si scoprono gli infiniti doni dell'Amato e si impara a rendere grazie a Lui in ogni cosa. Pregando, si vive. Pregando, si ama. (Monsignor Bruno Forte)

Preghiera Finale

Mio Dio, io sono convinto che Tu vegli
su coloro che sperano in Te,
e che non si può mancare di nulla
quando da Te si attende ogni cosa,
per cui ho deciso di vivere in avvenire
senza alcuna preoccupazione e di deporre in Te
tutte le mie inquietudini…
Gli uomini possono spogliarmi dei beni e dell'onore,
le malattie possono togliermi le forze e i mezzi per servirTi,
io posso perfino perdere la Tua grazia col peccato,
ma non perderò mai la speranza,
e la conserverò fino all'ultimo istante della mia vita.
(Jean Guitton)

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