Ascolta e Medita Ottobre 2019

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Preghiere e Commenti a cura di: Silvia e Paolo Sciotti



Domenica 13 ottobre 2019
2Re 5, 14–17; Sal 97; 2Tm 2, 8–13
Vangelo secondo Luca (17, 11–19)
Salterio: quarta settimana


Preghiera Iniziale

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d'Israele.
Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!
(Salmo 98)

Ascolta - Vangelo

Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati.
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano.
Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all'infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va'; la tua fede ti ha salvato!».

Medita

Per capire il valore di questo episodio dobbiamo inquadrarlo nel contesto storico, sociale e religioso dei tempi di Gesù. La legge dichiarava impuri i lebbrosi e li allontanava dalla società. Chiunque li toccava diventava anch'egli impuro. La legge li obbligava a vivere da soli, a stare lontano dagli altri e ad avvertirli, gridando “Impuro! Impuro!”. Solo alla luce di quanto abbiamo detto comprendiamo il gesto messianico compiuto da Gesù, la chiara volontà di Dio di sanare e salvare tutti gli uomini senza distinzione di popoli e razze. Ma la vera novità che si sprigiona dal brano evangelico è il lebbroso guarito che torna a ringraziare e quelle sconvolgenti parole di Gesù: “La tua fede ti ha salvato”. A salire sulla cattedra di Mosè, a diventare maestri nella fede in Israele non sono i nove giudei, bensì un samaritano, un forestiero, un eretico. Cerchiamo di comprendere, di andare oltre la superficie, mastichiamo lentamente la narrazione di Luca. I nove giudei menzionati nel racconto sono stati guariti solo nel corpo, non hanno riconosciuto l'azione di Grazia che è avvenuta in loro: nella carne sono stati concepiti, nella cecità della carne rimangono anche dopo il miracolo; il samaritano, doppiamente emarginato perché lebbroso e forestiero, riconosce, invece, nella guarigione fisica l'azione risanatrice della potenza di Dio che va oltre le piaghe purulenti del morbo, per sanare le vie che conducono al cuore, anzi che dona un cuore nuovo capace di amare.

Per Riflettere

La fede che salva non si compone di formule ma di gesti pieni di cuore: il ritorno, il grido di gioia, l'abbraccio che stringe i piedi di Gesù. Tutti e dieci sono guariti. Ma uno solo è salvato. Altro è essere guariti, altro essere salvati. Nella salvezza si ritrova la sorgente, tu entri in Dio e Dio entra in te, e fiorisce tutta intera la tua vita. (Padre Ermes Ronchi)

Preghiera Finale

Insegnaci, Signore, a non amare solo noi stessi…
a non amare soltanto quelli che ci amano,
ad amare anzitutto quelli che nessuno ama.
Concedici la grazia di capire che in ogni istante
ci sono milioni di esseri umani
che muoiono di fame…
Signore, abbi pietà di tutti i poveri del mondo.
(Raoul Follereau)

Indice Ascolta e Medita
Mese di Ottobre 2019




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