Ascolta e Medita Ottobre 2019

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Preghiere e Commenti a cura di: Silvia e Paolo Sciotti



Martedì 29 ottobre 2019
Rm 8, 18–25; Sal 125
Vangelo secondo Luca (13, 18–21)


Preghiera Iniziale

Chi confida nel Signore è come il monte Sion
non vacilla, è stabile per sempre.
I monti cingono Gerusalemme.
Il Signore è intorno al suo popolo,
ora e sempre.
(Salmo 125)

Ascolta - Vangelo

In quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami».
E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».

Medita

Quando sentiamo il termine “regno”, abbiamo in mente una realtà caratterizzata da potenza, gloria e sfarzo. Gesù, usando il linguaggio umano, sconvolge il nostro modo di pensare, affermando che il Regno di Dio, infinito nella sua grandezza e in tutte le sue perfezioni, è simile a un granellino di senape gettato nell'orto. L'infinitamente grande diventa infinitamente piccolo! È un richiamo per noi che siamo caduti nel peccato a causa della superbia e per la nostra smania di grandezza. Il Signore ci dice chiaramente che se vogliamo far parte di quel Regno dobbiamo diventare piccoli ed umili e, dunque, modificare radicalmente le nostre categorie di pensiero. Il seme della senape è davvero tra i più piccoli esistenti in natura, perciò il paragone usato da Gesù non dà adito a fraintendimenti. Questo è un discorso che nel nostro mondo risuona incomprensibile e perfino insensato agli orecchi di molti: la virtù dell'umiltà sembra sia oggi quasi improponibile anche perché viene spesso confusa con la debolezza.
La seconda immagine usata da Gesù per parlare del Regno di Dio è il lievito che viene mischiato alla massa di farina. Qui il linguaggio diventa impegnativo: il lievito siamo noi, piccola porzione di eletti, in una massa che attende di fermentare nel bene, sotto gli impulsi convincenti della nostra testimonianza. Per far questo non possiamo e non dobbiamo far affidamento alle nostre sole forze, ma dobbiamo confidare soprattutto nella grazia divina che ci fortifica e ci rende capaci di compiere le opere di bene. È una grande responsabilità, ma anche un meraviglioso privilegio.

Per Riflettere

C'è una vita dentro il seme, quel seme porta in sé un albero, un sogno, un potenziale e un dinamismo ancora inespressi ma già operativi… come ciascuna persona sulla terra: la sua essenza non la si vede subito, ma è presente.

Preghiera Finale

Signore, insegnami a non parlare
come un bronzo risonante
o un cembalo squillante,
ma con amore…
Insegnami quell'amore che è sempre paziente
e sempre gentile;
mai geloso, presuntuoso, egoista o permaloso;
sempre pronto a perdonare,
a credere, a sperare e a sopportare.
Infine, quando tutte le cose finite
si dissolveranno e tutto sarà chiaro,
che io possa essere stato il debole ma costante
riflesso del tuo amore perfetto.
(Madre Teresa)

Indice Ascolta e Medita
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